La montagna da sempre parente povero dei comuni senesi Il "Comitato per la tutela e lo sviluppo del territorio della Val d'Orcia, dell'Amiata e delle Crete Senesi", in collaborazione con il Centro studi del paesaggio, Fondazione Tagliolini, di San Quirico d'Orcia, promuove un convegno sul tema: "Il Parco è ancora un'occasione per la Val d'Orcia?", che si terrà oggi, sabato, nel Palazzo Chigi dalle 9,30 alle 17, 30. Un argomento che tocca da vicino la montagna che, in un modo o nell'altro, però rimane esclusa. Il convegno, preannuncia la presidente del comitato Benedetta Origo, «desidera dare un'impronta positiva e propositiva al futuro del Parco, cercando di ampliare il discorso anche all'Amiata, al fine di confermare la tutela di un territorio speciale, non a caso protetto dall'Unesco, e nel contempo garantire uno sviluppo delle tradizionali vocazioni economiche e produttive della Valle incompatibili con ogni tipo di rendita speculativa, in particolare quella edilizia». Il convegno rimette sul piatto, dunque, le polemiche che hanno costellato la vita della Valle, e in particolare l'ultima che ha come tema la creazione di una centrale a biomasse a Gallina, progetto osteggiato dagli ambientalisti e da altri gruppi della zona. Ma un convegno di tal fatta, in cui si vorrebbe inserire anche l'Amiata dentro la rigida sostenibilità auspicata e percorsa per il Parco della Val d'Orcia, riapre questioni mai risolte, di cui la centrale è questa: del Parco della Val d'Orcia, diventata a buon diritto Patrimonio dell'umanità, secondo la proclamazione dell'Unesco, di fatto l'Amiata non fa parte. Anche se all'epoca questo sembrò davvero una dimenticanza grossolana, perché l'Orcia scorre sotto paesi suggestivi e crea paesaggi incantati anche nel versante grossetano: Seggiano, Montegiovi, Montenero, tutti con una storia romana e medievale di grande rilievo, e con paesaggi e vedute e ambienti incontaminati che sono alla pari con quelle dell'altro versante. Ma anche l'Amiata nel suo complesso è comunque considerata altro dalla val d'Orcia: lo dimostra la recente presa di posizione di un sindaco della Val d'Orcia che ha affermato che l'Amiata non è Val d'Orcia e che vuole uscire anche dalla Comunità Montana. Ma si potrebbero fare mille esempi di come nelle occasioni di riconoscimento e di prestigio, la montagna venga sempre emarginata o "dimenticata". Vedi per la Francigena, anch'essa patrimonio dell'umanità con l'esclusione di Abbadia San Salvatore la cui storia e i cui rapporti con la Francigena sono indiscutibili e noti. Quindi il discorso è grosso: si deve decidere se l'Amiata sta dentro ed è parte della Val d'Orcia a tutti gli effetti o se deve stare dentro solo quando si tratta di creare limitazioni: politica edilizia, politiche energetiche, politiche di tutela del paesaggio. Fiora Bonelli