GINOSA - La notizia è di quelle che lasciano l'amaro in bocca: le gravine joniche non sono state inserite tra i siti riconosciuti come patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco per l'anno 2004. Diffusa dal Coordinamento per il Parco, ma circolata, a quanto pare, già nei giorni scorsi, il dato è ufficiale e verificabile su! sito dell'Unesco (www.unesco.org): le due località italiane inserite nella lista mondiale sono la Val d'Orcia, in provincia di Siena, e la necropoli etrusca di Cerveteri a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Per quest'anno, dunque, tra le 34 new entry della 29 sessione (ufficializzate su Internet il 7 luglio scorso), che portano a 788 i siti protetti in 134 paesi nel mondo, di cui ben 39 in Italia, non compaiono le gravine dell'arco ionico. Un riconoscimento atteso e sperato, in alcuni momenti dato quasi per certo, la cui richiesta è stata avviata dalla Provincia di Tarante, attraverso il Ministero dei Beni Culturali, con un iter ritenuto più breve: non la domanda di istituzione di un nuovo sito ma quella di allargamento di un sito esistente, quello assegnato ai Sassi di Matera, nel 1993, per evidenti ragioni di omogeneità naturale, storica e culturale. La Provincia di Tarante aveva avviato già nel 1996 lo studio del territorio delle gravine io-niche, affidando all'architetto Pietro Laureano la compilazione del dossier necessario per documentare l'istanza, che a marzo 2004 è stata indirizzata al Ministero dei Beni Culturali. I tempi per il riconoscimento, però, sembrano essere più lunghi di quello che si potesse credere, visto che i due siti italiani che hanno ottenuto quest'anno il riconoscimento avevano fatto richiesta da cinque anni. Quindi, alle gravine ioniche non resta che aspettare!
Unesco: le Gravine restano a bocca asciutta
La Provincia di Tarante aveva richiesto il riconoscimento delle gravine ioniche come sito patrimonio dell'umanità dell'Unesco. La richiesta era stata avanzata nel 1996 e aveva richiesto cinque anni. Le gravine ioniche non sono state inserite nella lista dei siti riconosciuti come patrimonio dell'umanità per l'anno 2004. I due siti italiani che hanno ottenuto il riconoscimento sono la Val d'Orcia e la necropoli etrusca di Cerveteri. La Provincia di Tarante aveva richiesto l'allargamento del sito assegnato ai Sassi di Matera, ma il riconoscimento è stato negato.
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