MILANO -A cento passi da Palazzo Marino. Pochi di più dalla Madonnina. È qui, di fronte alla storica libreria milanese Hoepli, che ieri pomeriggio è stata stoppata la carriera politica del presidente della commissione Urbanistica del Comune di Milano, l'esponente del Pdl Milko Pennisi. I finanzieri lo hanno bloccato con in mano una mazzetta con dentro 5 mila euro e lo hanno arrestato con l'accusa di concussione. Era appena uscito dal Consiglio comunale per ritirarla. A consegnargliela, il rappresentante di una ditta di costruzioni, M. B.: era l'unico modo per sbloccare la pratica per edificare una palazzina di tre piani, con annessa zona fitness, in zona Bovisa, a Nord di Milano. A novembre, l'imprenditore aveva ricevuto l'aut aut da Pennisi: «O paghi o i lavori si fermano». In un'altra zona del centro, in via Manzoni, M. B. aveva pagato la prima tranche: 5mila euro, in banconote da 500, arrotolate in un pacchetto di sigarette. Ma l'imprenditore, preoccupato di essere raggirato, all'appuntamento si è presentato con una telecamera che ha ripreso il passaggio della mazzetta. Lunedì scorso, a poche ore dal secondo appuntamento con l'esponente del Pdl, M.B. ha deciso di bussare alla porta della procura, negli uffici dei procuratori aggiunti Francesco Greco ed Edmondo Bruti Liberati. Ha consegnato il dvd del primo incontro e ha raccontato per ore del «ricatto»a cui era sottoposto da mesi. Ieri l'arresto in flagranza di Pennisi, su disposizione dei pm Laura Pedio, Grazia Pradella e Tiziana Siciliano. La sua segretaria-ombra, sempre presente agli appuntamenti con la mazzetta, è finita sul registro degli indagati con la medesima accusa di concussione. Il suo ufficio, nella sede di Palazzo Marino, è stato perquisito fino a sera. Pennisi, con a fianco il suo legale, ha iniziato a raccontare la sua versione alle 19.30, prima di essere trasferito in carcere. Pennisi, classe 1961, originario di Mondovì (Cuneo), ha mossoi suoi primi passi lavorativi in Publitalia, la concessionaria di pubblicità del gruppo Fininvest fondata da Marcello Dell'Utri. Nel 1989, dopo la laurea in Giurisprudenza, Pennisi vi ha svolto un master in comunicazione d'impresa. Nel '93 è tra i fondatori di uno dei primi circoli che convoglieranno poi in Forza Italia. Nel 1995 viene eletto prima nel Consiglio provinciale, poi entra a Palazzo Marino come consigliere. «Ho piena fiducia nella magistratura e mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia», il primo commento a caldo del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Il suo vice, il senatore del Pdl Riccardo De Corato, si affretta comunque a sottolineare come sia «infondato ogni paragone storico tra l'arresto di ieri e Tangentopoli». Tutto questo mentre, mercoledì prossimo, ricorreranno i 18 anni dall'arresto di Mario Chiesa. Il retroscena. Dieci banconote in un pacchetto di sigarette LUNEDÌ scorso un imprenditore siè presentato in procura. Ha bussato alla porta del procuratore aggiunto Francesco Greco. «Voglio parlare solo con lui», ha dettoa un cancelliere. L'uomo, M.B., di origini meridionali e titolare di un'impresa di ristrutturazioni dell'hinterland milanese, aveva in mano un dvd. Fino alle nove e mezza di sera ha raccontato il «ricatto» di cui è stato vittima per mesi, dal novembre scorso. ALLORA, dopo febbrili trattative, in via Manzoni, per strada, il presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, il consigliere del Pdl Milko Pennisi, gli aveva dato un appuntamento. La pratica dei lavori per «un piano di recupero» di un'area di via Broglio, zona Bovisa, procedeva a rilento dal 2005. Il politico pone le sue condizioni per snellire l'iter. Pennisi, secondo questa ricostruzione, pretende 5mila euro in contanti per interessarsi al caso. Altrettanto dopo il via libera della commissione Urbanistica di Palazzo Marino che presiede. Ieri il blitz ordinato dalla procura ha mandato a monte il piano criminale. Pennisi è finito prima in manette, poi sotto interrogatorio e, a tarda serata, trasferito in carcere. In via Manzoni, tre mesi fa, la prima tranche passa di mano in un pacchetto di sigarette. Dieci banconote da 500 euro arrotolate, per non destare troppi sospetti. Ma il legale rappresentante della cooperativa edilizia, temendo l'ennesima beffa, decide di presentarsi davanti a Pennisi e alla sua segretaria-ombra munito di una microcamera nascosta. Il pacchetto di «bionde», passa così di mano videoregistrato. Le immagini verranno poi riversate su un dvd che da lunedì pomeriggio è nelle mani della procura. «Il restante denaro me lo darai al prossimo appuntamento, ti avvertirà la mia segretaria nei prossimi giorni», dice Pennisi all'imprenditore. Da lunedì sera, la polizia giudiziaria non gli dà tregua, segue tutti i suoi spostamenti. Ieri, in tarda mattinata, l'imprenditore riceve la telefonata tanto attesa. Appuntamento in piazza San Fedele, ore 16.30. Una pattuglia delle forze dell'ordine si sparpaglia nella zona dopo aver captato l'ora dell'appuntamento. Pennisi abbandona in un attimo il Consiglio comunale, dov'è in corso la discussione sul piano del territorio, raggiunge la sua segretaria in ufficio e insieme scendono a pochi metri dalla libreria Hoepli, cento passi, forse meno, da Palazzo Marino. Quando l'imprenditore gli consegna il denaro, i finanzieri mimetizzati tra i passanti abbandonano la loro copertura. «Ci dovete seguire», dicono a Pennisi e alla sua segretaria. I pm titolari dell'indagine, Laura Pedio, Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, attendono gli sviluppi in procura, insieme ai procuratori aggiunti Francesco Greco ed Edmondo Bruti Liberati. Quando arriva la notizia del fermo, emettono un provvedimento d'arresto in flagranza, con l'accusa di concussione per Pennisi. La sua segretaria, invece, è indagata con il medesimo reato, ma a piede libero. Pochi minuti dopo l'arresto, la polizia giudiziaria sale negli uffici del presidente della commissione Urbanistica e inizia una perquisizione alla ricerca di materiale che potrebbe essere utile all'inchiesta. Pennisi, poco dopo le 19.30, a fianco dell'avvocato Bana, inizia il suo interrogatorio nella sede della Guardia di finanza in piazza Umanitaria. Sul registro degli indagati, al momento, sarebbero finiti altri nomi. Quello che dovranno capire le indagini, ora, sonoi ruoliei metodi di Pennisi. Formalmente, infatti, al presidente della commissione Urbanistica non fanno capo poteri decisionali per approvare o bloccare un intervento edilizio. Quello che si è consumato di ieri, è un episodio occasionale? Il denaro doveva arricchire personalmente l'esponente del Pdl, o serviva ad alimentare le casse del suo partito? Sono solo due degli interrogativi che l'inchiesta, aperta da poco più di 72 ore, dovrà verificare. Tutto ciò a cinque giorni dal diciottesimo anniversario dell'arresto di Mario Chiesa, anche lui colto in flagranza, mentre intascava 7 milioni di vecchie lire, nel suo ufficio del Pio Albergo Trivulzio.