-------------------------------------------------------------------------------- SIRACUSA, LA RELAZIONE A UN SEMINARIO DEL SOSTITUTO DELLA DNA LAUDATI Siracusa. «La "mafia spa", in Italia, nel 2003 ha avuto 85 miliardi di euro di fatturato e mille miliardi di capitale immobilizzato. Cifre che fanno della mafia la prima «azienda» nazionale, cifre pari al 7 per cento del prodotto interno lordo. Se noi dunque avessimo la possibilità di confiscare per intero i beni della mafia, non avremmo bisogno di manovre finanziarie e rientreremmo tranquillamente nei parametri di Maastricht». I dati sono stati resi noti a Siracusa nel corso del seminario dell'Opco dal sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati. «Inoltre studi recenti hanno anche portato ad accertare che l'indotto delle attività mafiose dà lavoro al 10 della popolazione siciliana - ha aggiunto Laudati -. Ciò dimostra in maniera lampante la gravità del problema rappresentato dalla mafia moderna e dalla sua trasformazione. Oggi la mafia predilige quelle attività nelle quali guadagna molto e rischia di meno. Così accanto al tradizionale traffico di droga si occupa di contrabbando, di immigrazione clandestina, della contraffazione dei prodotti, attività rispetto alle quali non c'è più il tradizionale rapporto vittima-aggressore». «Il nuovo modello di impresa della mafia - ha concluso Laudati - ha l'obiettivo di offrire prestazioni illecite a persone consenzienti, a persone che le richiedono. Il problema di fondo è che una mafia che guadagna così tanti soldi rappresenta un pericolo ancora maggiore: non ha più bisogno di uccidere o di intimidire, ma compra».