12-02-2010 Sarà la Corte di Cassazione a stabilire, nei prossimi mesi, se appartiene all'Italia o al museo californiano il bronzo attribuito a Lisippo, pescato al largo di Fano nel 1964, uno dei gioielli della Getty Villa di Pacific Palisades, a Los Angeles. La fondazione Getty ha infatti annunciato l'intenzione di fare ricorso contro l'ordinanza del gip di Pesaro Lorena Mussoni che ha stabilito la confisca del bronzo, convinta che ci sia stato un reato di esportazione clandestina e contraddicendo il suo predecessore Daniele Barberini che aveva assolto il museo. In una dichiarazione diffusa a Los Angeles poco dopo la pubblicazione dell'ordinanza, la fondazione Getty si è detta "delusa dalla decisione" del Gip, giudicandola "viziata sia dal punto di vista procedurale, sia nella sostanza". Il Getty ricorda che lo stesso tribunale aveva riconosciuto il reato prescritto, considerando il museo il proprietario in buona fede del bronzo. Se la statua tornerà un giorno in Italia, non è affatto chiaro al momento, anche perché sono (volutamente) vaghi i termini dell'accordo firmato nel 2007, quando l'allora direttore del Getty, Michael Brand, aveva accettato di restituire all' Italia una quarantina di opere trafugate. Nella nota congiunta diffusa a Roma al momento dell'accordo, il primo agosto 2007, l'allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli e Brand avevano scritto che le due parti "concordano di rinviare ulteriori discussioni sulla Statua di un giovane atleta vittorioso alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro". Nella sua ordinanza la Mussoni scrive che la statua deve essere restituita perché è un bene inalienabile dello Stato italiano esportato clandestinamente. Rutelli parla di "decisione storica", ricordando che le due parti hanno affidato la decisione finale alla magistratura e che l'opera dovrà essere ora restituita. Secondo i vertici della fondazione californiana, invece, l'accordo del 2007 non obbliga in alcun modo il museo a sottoporsi alla decisione del tribunale di Pesaro per il bronzo attribuito a Lisippo. All'Ansa, fonti di primo piano della fondazione sostengono che al momento delle sue dichiarazioni odierne "Rutelli non doveva avere una copia del testo di fronte a sé ". Inoltre, aggiungono le fonti, se i termini dell'accordo fossero quelli che Rutelli sostiene, 'non capiamo perché la decisione presa dal gip nel 2007 non sia stata considerata altrettanto definitiva". Rispondendo alle accuse formulate dall'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli secondo cui l'operazione è stato fatta in malafede, le fonti del Getty spiegano che al momento dell' acquisto del bronzo sono stati stipulati contratti 'in maniera appropriata' e che il fatto di chiedere una garanzia di 42 mesi é 'una pratica standard' negli acquisti di questo tipo, specie se di ingente valore. Le fonti hanno tenuto infine a sottolineare che nonostante il diverbio sul bronzo, "siamo felici di affermare che le relazioni ricostruite con l'Italia dopo l'accordo del 2007 si stanno sviluppando in maniera positiva".