Ladri iellati scoprono per caso uno scheletro nell'oratorio Nella chiesetta non c'era più nulla da portare via così i malviventi hanno spostato una grossa lastra dell'altare sotto il quale era sepolto un corpo Questa volta i «tombaroli» - che per altro di tombe se ne dovrebbero intendere - devono aver esagerato se, nell'ennessima incursione compiuta a Villa Faval, hanno portato alla luce involontariarmente delle ossa umane. I resti dello scheletro erano all'interno dell'oratorio di Sant'Antonio. E anche se ora le ossa trovate dai due ladri di pezzi archeologici sono state prelevate e portate nei laboratori di medicina legale dell'Arma per analizzarle, c'è il sospetto che si tratti dei resti di Vincenzo Sartorelli, l'edificatore dell'oratorio, morto nel 1727. Il ritrovamento è avvenuto tra martedì e mercoledì scorso. La villa, in stato di abbandono, si trova nell'omonima via, a Venera. Al suo interno sorge il piccolo edificio religioso, vittima di innumerevoli razzìe in passato. I malviventi si sono intrufolati nella villa, passando da un punto in cui il muro di cinta è ceduto. Superati rovi e sterpaglie, si sono diretti dietro l'oratorio. Qui hanno fatto saltare le porte che il proprietario dell'immobile, Roberto Braga, padre del sindaco di Sanguinetto Alessandro Braga, aveva saldato per impedire i furti. Evidentemente le saldature si sono dimostrate poca cosa per i novelli Indiana Jones. Ma quando si sono resi conto che la chiesetta era già stata spogliata in saccheggi precedenti ed hanno pensato di alzare la lastra davanti all'altare, hanno avuto la vera sorpresa: lì dentro c'era lo scheletro di un uomo. Spaventati, o disinteressati, hanno lasciato tutto al loro posto. Mercoledì Roberto Braga ha scoperto il tutto: la buca nella chiesetta e le ossa. Ha allertato i carabinieri di Cerea. «Ho comperato la villa nel 1988», ha raccontato Braga, «e in questi anni ho subìto tantissimi furti, non so neanche quanti. Ho provato in tutti i modi a impedire l'accesso all'oratorio, ma niente. Quando sarà possibile, vorrei che qui sorgesse un albergo, con 40 stanze». Braga non sa dire se con l'ultima incursione siano spariti altri oggetti. Reperti e beni spariti da qui in passato sono i candelabri, il tabernacolo, alcune stazioni della «Via crucis», un confessionale, un inginocchiatoio, il lavamani della sacrestia e l'acquasantiera, letteralmente divelta dalla parete. F.S.