Mario Coppeto Presidente Municipalità 5 I PARCHEGGI sono considerati a seconda delle fasi politiche un bene o un male, utili o inutili, risolutori di problemi o addirittura dannosi. Personalmente penso che i parcheggi non sono né di destra né di sinistra ma semplicemente utili se realizzati con criteri di sicurezza, rispetto delle norme urbanistiche e ambientali e sopratutto nel rispetto dei criteri sanciti della delibera di consiglio comunale 310 del 1998 che definisce la strategia di fondo, ovvero: i parcheggi pertinenziali (quelli legatia un immobile di proprietà) costruiti nei territori residenziali (unico a Napoli quello di largo Celebrano, Arenella) e quelli di scambio, costruiti nelle aree di accesso alla città e comunque dove ci sono nodi intermodali con il sistema di trasporto, come ad esempio Colli Aminei 620 posti auto, Scampia 180 posti, Frullone 120 posti, Soccavo, Brin e altri. Questi i parcheggi dove un automobilista proveniente dall'esterno lascia l'auto e utilizza il trasporto pubblico locale per penetrare in città. Molti commentatori e politici utilizzano spesso l'argomento per l'utilità del momento. È accaduto nel 1992 (progetto Partenopark, affondato in Tangentopoli), successivamente in un lungo confronto in consiglio comunale conclusosi con l'approvazione del Pup, piano urbano parcheggi, il 18 novembre del 1998 con l'approvazione della già richiamata delibera 310 condivisa con l'Università Federico II che ha offerto un supporto tecnico di enorme valore scientifico. Dopo quella dataè iniziata una lunga discussione in consiglio comunale per esaminare le decine di proposte pervenute e raggruppate in tre e poi quattro annualità. Le proposte sono state vagliate dalle vecchie circoscrizioni (anche quelle di Vomero e Arenella), le quali hanno espresso relativi pareri e il consiglio comunale nel 2004 e 2005 ha definitivamente approvato le indicazioni pervenute. Otto lunghi anni di lavoro, incontri, discussioni e sopratutto partecipazione popolare. Il Wwf e Legambiente hanno espresso in quegli anni un sostanziale apprezzamento per il metodo e la filosofia usata per giungere a una seria pianificazione del piano parcheggi, infrastruttura indispensabile, oltre la costruzione della metropolitana, per proseguire sulla strada della pedonalizzazione dei territori, iniziata con piazza del Plebiscito, poi via Scarlatti e a seguire le altre pedonalizzazioni. I parcheggi pertinenziali, a differenza di ciò che, malamente, si dichiara rappresentano esattamente l'opposto del rischio di congestione dei territori; ovvero sono utili al ricovero nel sottosuolo delle auto stanziali dei cittadini residenti, condizione indispensabile per guadagnare pezzi di territorio e restituirlo ai pedoni attraverso adeguate politiche di gestione del territorio (vedi pedonalizzazione di via Luca Giordano e realizzazione della nuova largo Celebranoe prima ancora via Kauffman e Pacio Bartini, oggi parco Mascagna). Il passaggio all'applicazione tecnica della pianificazione del consiglio comunale ha mostrato però incertezze e lentezze spingendo il sindaco di Napoli, come già fatto dai sindaci di Roma e Milano, a chiedere i poteri straordinari per accelerare le procedure di realizzazione delle infrastrutture. Dal 1998 è stato realizzato un solo parcheggio pertinenziale ai sensi della 12289 (Legge Tognoli), il predetto parcheggio di largo Celebrano per 220 box. Il parcheggio di via dell'Erba, costruito con fondi europei, non è mai entrato in funzione per la disattenzione generale dall'amministrazione cittadina, nonostante le sollecitazioni dello scrivente e dell'intero consiglio di municipalità. La straordinaria e moderna struttura, che si trova in un'area fortemente urbanizzata (via dell'Erba è una traversina di via Castellino) non può che essere utilizzata sopratutto dai residenti, attraverso un sistema di abbonamento mensile e non come scambio perché diventerebbe attrattore di traffico veicolare. Per questa soluzione è già stata predisposta una delibera di giunta comunale che mi auguro sarà al più presto approvata. Il piano del commissariato straordinario ha selezionato, a oggi, mancano i progetti definitivi, 23 parcheggi per il territorio di Arenella Vomero, per la verità quasi tutti all'Arenella per un totale di circa 3000 posti auto. La domanda è più forte nei quartieri collinari perché è il luogo in cui più alta è l'incidenza di case in proprietà, condizione indispensabile per acquistare e pertinenziare un parcheggio. Sono trascorsi 12 anni dal varo della più volte richiamata delibera 310, 21 anni dalla 122 e, fatta eccezione per il parcheggio di largo Celebrano e i pochi salvati dal fallimento del progetto Partenopark, ovvero il parcheggio di piazza Nazionale, di piazza Leone e in futuro quello di via Morelli, poco o nulla è stato fatto. Un po' poco per una città che ha fortemente bisogno di infrastrutture connesse al sistema della mobilità a basso impatto ambientale e per riconquistare territorio da "respirare". Sono d'accordo con chi sostiene che la municipalità debba discutere, sopratutto perché credo che i territori vadano difesi e perché ritengo che la partecipazione della municipalità possa offrire un utile contributo per migliorare la tempistica dei cantieri e per partecipare a scelte condivise per l'arredo delle aree di superficie, in particolar modo per il verde da salvaguardare e da creare; guai però a riproporre antichi veti del "nonsipuotismo". La municipalità ha anche svolto, giustamente, il ruolo di interdizione, laddove necessario, rappresentando al sindaco, in qualità di commissario di governo, incongruenze e inopportunità territoriali. Infatti, appellandosi alla Cabina di regia, organismo voluto dal sindaco per l'ascolto del territorio, la municipalità ha chiesto e ottenuto lo stralcio e l'eliminazione delle seguenti proposte di realizzazione di parcheggio: via Ruoppolo, via Scarlatti 1 e via Scarlatti 2; non solo, ha chiesto e ottenuto la sospensione dei lavori per la costruzione di un parcheggio non gradito, ma già definitivamente autorizzato, in via Caccavallo nell'area della settecentesca villa GiannoneSalimbene, almeno fino a quando non sarà chiaro il pronunciamento della sovrintendenza ai beni architettonici e ambientali. Insomma la municipalità è attiva e vigile e ha chiesto, con un atto del 5 febbraio come richiesto dai gruppi consiliari solo il4 febbraioe mai prima, al soggetto attuatore del commissariato straordinario, Luigi Massa, la trasmissione, affinché se ne abbia contezza per gli approfondimenti succedanei, di tutti gli atti relativi la costruzione dei parcheggi sul territorio collinare che, è utile in questo contesto ricordarlo, conta 120 mila abitanti e ha un'estensione di poco più di 8 chilometri quadrati.