Regione, Provincia e Comune hanno avviato l'iter per il riconoscimento del sito archeologico tra i tesori Unesco Miozzi: «È un vero gioiello, questo è uno degli angoli più interessanti della provincia» Giorgetti: «Si devono individuare risorse costanti per gli scavi e interventi strutturali» La Grotta di Fumane si accinge a diventare patrimonio dell'Unesco. Allo scopo, per ipotizzare un percorso giuridico finalizzato alla candidatura del sito archeologico come patrimonio dell'umanità, il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi , l'assessore regionale ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti e l'assessore alla cultura Marco Ambrosini ieri erano in visita alla Grotta, dove hanno incontrato l'assessore comunale al turismo, Giuseppe Totolo. Il professor Alberto Castagna ha spiegato le caratteristiche del sito, come sono eseguiti gli scavi nel periodo estivo, ha illustrato gli strati e mostrato i focolari. «È un vero gioiello», ha commentato Miozzi, «uno degli angoli più interessanti della provincia. Più giro e più mi rendo conto che i dintorni di Verona sono ricchi di sorprese. È nostro compito valorizzare questo sito poco conosciuto». Il riparo archeologico, che si trova sulla vecchia strada che porta a Molina, è molto conosciuto all'estero, dove è ritenuto di straordinaria importanza, ma non in Italia, assente anche nei testi scolastici che parlano di preistoria. Allo scopo, ha sottolineato l'assessore Totolo, sono in previsione la cartellonistica e le indicazioni da posizionare sulle strade già all'uscita dall'autostrada. Anche la fatiscente baracca di fronte alla struttura della Grotta, rigorosamente chiusa, dove vengono selezionati i reperti dello scavo, verrà sostituita con un edificio adatto ad esporre i ritrovamenti, alla fine della Valle dei progni, prima dei tornanti, vicino al bar ristorante. «È stato interessante riconoscerlo per la sua importanza», ha detto Giorgetti; «in primo luogo bisogna individuare risorse costanti nel tempo per mantenere gli scavi, visto che fondi ne sono arrivati pochi ultimamente. Poi si devono individuare gli interventi strutturali, un po' come si è fatto per Molina, per cui sono stati stanziati 575 mila euro, o con in Patti territoriali, in modo da ampliare l'offerta turistica e culturale. Mi interessa, al di là del riconoscimento dell'Unesco, che il sito sia fruibile». Attualmente si possono prenotare visite guidate al Consorzio Pro loco della Valpolicella, presente con il presidente Giorgio Zamboni; venti guide si occupano delle visite, soprattutto scolaresche, e possono fare anche laboratorio di scheggiatura della selce. Marco Ambrosini ha definito la Grotta «un sito di estremo interesse per la varietà delle epoche rappresentate. Lo scavo appare bene organizzato e sarà occasione di altre importanti scoperte ancora più notevoli specie sull'homo di Neanderthal». «L'iter per ottenere questo riconoscimento è all'inizio», ha detto Totolo. «Siamo in contatto con l'assessore regionale ai beni culturali, Fausta Bressan, con l'architetto Adele Cesi, responsabile dell'Ufficio dell'Unesco del ministero. Per questo è importante il gemellaggio con la cittadina di Atapuerca, vicino a Burgos, in Spagna, dove è stato trovato l'uomo più antico, che ha un milione di anni e che è già patrimonio dell'Unesco».
FUMANE. La Grotta si candida a entrare nel patrimonio dell'umanità
La Provincia di Verona, la Regione Veneto e il Comune di Fumane stanno lavorando per il riconoscimento del sito archeologico della Grotta di Fumane come patrimonio dell'Unesco. Il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, l'assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti e l'assessore alla cultura Marco Ambrosini hanno visitato la Grotta e incontrato l'assessore comunale al turismo Giuseppe Totolo. Il sito è considerato un "gioiello" e un "vero tesoro" della provincia, ma non è ancora noto in Italia. Per il riconoscimento, è necessario individuare risorse costanti per gli scavi e interventi strutturali.
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