(ASCA) - Roma, 10 feb - Si e' tenuto ieri il Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, al quale ha partecipato straordinariamente il Direttore Generale Stefano De Caro e hanno assistito, oltre ad alcuni funzionari tecnici della stessa soprintendenza, i collaboratori esterni e rappresentanti delle associazioni professionali di categoria, la Confederazione Italiana Archeologi e dell'Associazione Nazionale Archeologi. La presenza degli archeologi e delle Associazioni professionali, spiega una nota congiunta della Cia e dell'Ana, era legata alle precedenti richieste di chiarimenti inviate al soprintendente Angelo Bottini in merito a preventivi che non hanno mai ricevuto risposta, a proposte di incarico che non hanno mai avuto seguito, a contratti firmati, mai repertoriati di cui non si ha piu' notizia, nonche' perizie non approvate. E' grazie a questi contratti e al lavoro degli archeologi collaboratori esterni che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, prosegue ancora la nota, come tutte le altre del territorio nazionale afflitta da gravi carenze di personale, ormai da decenni riesce ad assolvere ai propri compiti istituzionali, sia di tutela che di valorizzazione. Il Bilancio 2009 della SSBAR, pubblicato sul sito della soprintendenza, destinava piu' di 350.000 euro sul capitolo della Catalogazione, piu' di 100.000 per il Sistema Informativo Territoriale Archeologico, oltre 300.000 euro per l'assistenza archeologica per lo scavo ed il restauro del Foro della Pace, opera strategica perche' funzionale all'avvio dei lavori della metropolitana. Scorrendo l'elenco dei contratti e dei lavori finanziati nel 2009, quasi tutti relativi a consulenze legali e per la sicurezza, verrebbe da chiedersi: dov'e' l'archeologia? I conti sembrano proprio non tornare. A leggere queste cifre, denunciano le associazioni, sembrerebbe quasi che la Soprintendenza Archeologica di Roma abbia dimenticato il proprio nome, la propria storia e, soprattutto, la propria mission, nella quale rientrano l'inventariazione e la catalogazione dei materiali archeologici, atti fondamentali per la conoscenza e la tutela del patrimonio. In un momento di profonda crisi economica, conclude la nota, e' gravissimo che la Soprintendenza, pur avendole a disposizione ed avendole deliberate per specifici lavori, non abbia poi speso cifre cosi' importanti rinunciando a produrre quanto avrebbe dovuto. res-mapmcclv
ROMA: ARCHEOLOGI DENUNCIANO, LA SOPRINTENDENZA NON SA SPENDERE
Ieri si è tenuto il Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, al quale ha partecipato il Direttore Generale Stefano De Caro. La presenza degli archeologi e delle associazioni professionali era legata alle richieste di chiarimenti sui preventivi, proposte di incarico e contratti non approvati. La Soprintendenza, afflitta da carenze di personale, riesce comunque ad assolvere ai propri compiti istituzionali. Il Bilancio 2009 della SSBAR destinava 350.000 euro alla Catalogazione, 100.000 euro al Sistema Informativo Territoriale Archeologico e 300.
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