Calzolari striglia i partiti "Non lasciate la città un anno a bagnomaria" «Privare la città del diritto di voto non serve a nessuno. I partiti la smettano di rimpallarsi le colpe e trovino un accordo sulla data. A chi serve tenere Bologna a bagnomaria?». Alza la voce Gianpiero Calzolari, presidente di Legacoop. Perché il commissariamento suscita tante ansie, Calzolari? «Sono gli effetti di un stop amministrativo a preoccupare. A Bologna ci sono più cassintegrati che altrove, molti diventeranno disoccupati. Ledilizia è ferma, le licenze sono un terzo dellanno precedente. Aumentano gli sfratti, i fallimenti, i protesti. La crisi è un problema vero». Lo dice al centrodestra che frena? «Anche a De Maria. Il Pd che non può dire: è colpa del governo. E interesse di tutti trovare la quadra». Dunque? «Basta con la ricerca dei colpevoli. E chiaro a tutti che se siamo a questo punto la responsabilità è della maggioranza. Ma la responsabilità di uscirne è di tutti. E non cè altra via che il voto. Anche perché il Cinzia-gate, a parte i risvolti giudiziari, ha messo in luce i limiti di questa classe dirigente». Delbono lo avete sostenuto anche voi. «Io dissi che non avremmo schierato la cooperazione. Vale anche oggi. Poi cè la sensibilità di ognuno, ma lidea di schierarsi a prescindere non andava bene dieci anni fa, figuriamoci oggi». Sita è assessore ed è un possibile candidato. «Non cè un candidato della Lega e di Sita ce ne sono tanti in città. Bologna ha tante energie, ma la politica ha smesso di cercarle. In passato un architetto come Cervellati, un urbanista come Campos Venuti, venivano chiamati a disegnare la città. Ci si rivolgeva a Nino Loperfido per costruire un nuovo welfare. Oggi la politica si chiude in se stessa e poi spera in commissari che non servono a nessuno». Parla al centrosinistra? «Vorrei due squadre che giocano il meglio di cui dispone la città e poi i cittadini decidano. Purtroppo non è quello che stiamo vedendo. Si pesta sempre nello stesso mortaio». Per il Pdl temete che il commissario scopra qualche altarino. «A Bologna il centrodestra ha governato per cinque anni, il tempo per aprire i cassetti cè stato. Prima e dopo. Ora sarebbe un guaio tagliare fuori gli elettori. Nel mondo, non solo qui, la politica glie lha data su, non è più in grado di dettare le regole alleconomia. Io vorrei un politica forte e autorevole, non ricattabile. Bologna questo può riprenderselo: i suoi abitanti sono orgogliosi della loro città. Poi vinca il migliore». Cosa cambia con il commissario? Non è che vi interessa solo lurbanistica, il mattone? «Vuole un esempio? Il teatro Duse: se cè una giunta si può provare a salvarlo, altrimenti chiude».