«La proposta di Messner è eccellente, quei monti sono unici» II presidente Puglisi: ora serve un piano di gestione. L'acqua e il ghiaccio continueranno a sgretolare quelle guglie di roccia che bucano il cielo. Nessuno può farci nulla, lo dicono anche gli esperti, i crolli sono eventi naturali che appartengono alla storia di queste montagne. Ma le Dolomiti se lo meritano di diventare patrimonio dell'Unesco, anche se questo non fermerà le frane, anche se non si tratta di ricevere sovvenzioni. Il presidente della commissione nazionale dell'Unesco, Giovanni Puglisi, che è anche rettore dello lulm di Milano e di Feltre, dice di sì; l'idea, rilanciata sulle pagine del Corriere della Sera da Messner è «eccellente, le Dolomiti, per storia, specificità geologica, qualità paesaggistiche, e anche per l'ottimo esempio di integrazione uomo-natura, sono tra i luoghi più belli del mondo. E possono aspirare al riconoscimento. Io sono disponibile ad essere il pivot». Puglisi tuttavia non si nasconde le difficoltà. «Occorre che si crei sinergia fra tutti i protagonisti. E' un lavoro lungo, faticoso, ci vuole unità di intenti e di atti amministrativi, dovrebbe accadere come per il Barocco della Valle di Noto, dove si è riusciti a mettere insieme una serie di soggetti diversi. Il progetto è importante e io sono molto interessato, ancor più adesso che allo lulm stiamo ipotizzando per la sede di Feltre l'università delle Dolomiti, così come c'è l'università della Tuscia o quella di Calabria». Ma allora quali sono i percorsi da intraprendere, sempre ammettendo che si riesca a vincere perplessità e diffidenze? «Primo punto: mettere insieme i soggetti titolati, secondo punto compiere gli atti amministrativi necessari, quindi preparare i piani di gestione». Cosa non facile, insiste il presidente, «soprattutto nel caso di montagne che si estendono tra provincie, regioni e nazioni diverse. Qualche problema l'abbiamo avuto con la Svizzera quando si è trattato di promuovere i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia». Vale la pena tentare. Le Dolomiti patrimonio dell'Unesco, dice ancora Puglisi, sono un «argomento suggestivo» e «con buona pace di qualcuno, molto più serio della pizza napoletana o della pa-nella siciliana, per le quali pure c'erano state delle proposte». Eppure, nonostante l'entusiasmo e il favore espresso dal ministero per i Beni culturali, gli enti locali sono diffidenti, temono lacci e lacciuoli. Sul Corriere della Sera di ieri, pur aprendo all'idea, hanno chiesto garanzie. Non vogliono impedimenti a progetti di sviluppo economico. Ma Puglisi non è d'accordo. «Non capisco questi timori. Se l'intenzione fosse quella di intervenire sul patrimonio in modo balordo, deturpandolo, devo dire purtroppo che la tutela dell'Unesco non la fermerebbe. In commissione ogni giorno arrivano esposti alcuni anonimi, altri firmati, che denunciano violazioni più o meno gravi ad uno o all'altro dei nostri 39 siti. Qualche volte le violazioni sono reali e ogni tanto riusciamo anche ad intervenire per correggere i disastri ma non sempre. Chi però tiene a cuore le Dolomiti non teme l'Unesco, se l'amministratore vede lacci e lacciuoli allora lasci perdere, la sua preoccupazione dovrebbe essere quella di salvaguardare un patrimonio come quello». Ricevere la protezione dell'Unesco, infatti, non porta vantaggi diretti e neppure impianti normativi diversi da quelli del Paese a cui appartiene il sito. In concreto, allora, quali sono i benefici? «Il Papa non ha eserciti, ma vince le guerre risponde Puglisi . L'Unesco ha una grande capacità, che è quella di porre in evidenza universale il bene, mettendolo sotto gli occhi dell'umanità. C'è poi un aspetto non affatto trascurabile. Secondo nostre ricerche, il sito posto sotto tutela è interessato da un incremento di flussi turistici che va dal 20 al 30 per cento. Ma proprio per questo, l'Unesco attraverso il piano di gestione pone domande specifiche». E che cosa vuole sapere? «Chiede soprattutto che il sito sia fruibile da tutti, non solo dall'Aga Khan ma anche dal saccopelista».
Dolomiti, l'Unesco interviene: Un accordo per la tutela
Il presidente della commissione nazionale dell'Unesco, Giovanni Puglisi, ha espresso il suo sostegno alla proposta di Messner per far riconoscere le Dolomiti come patrimonio dell'Unesco. Puglisi ritiene che le Dolomiti siano un luogo unico e speciale, con una storia, una geologia e una qualità paesaggistica eccezionali. Tuttavia, riconosce che la gestione del sito potrebbe essere difficile, soprattutto considerando la sua estensione tra province, regioni e nazioni diverse. Puglisi propone di mettere insieme i soggetti titolati e di compiere gli atti amministrativi necessari per preparare i piani di gestione.
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