L'emozione è forte quando si accendono le luci in sala. Approfittando del fine settimana, e chiudendo al pubblico l'Appartamento storico, viene scollegato il generatore e sospesa l'erogazione di corrente elettrica per mettere in funzione l'impianto di illuminazione, ultimo tassello del paziente lavoro di restauro avviato due anni fa. Torna così a risplendere il Teatrino di Corte di Palazzo Reale, pronto a riprendere il suo posto ufficiale nello spettacolo dopo anni di militanza come sede di convegni e appendice del percorso museale. Opere, concerti, balletti, perfino musical. La ristrutturazione del palcoscenico, prima troppo fragile per sostenere le moderne scenografie, consente di tentare qualsiasi avventura. Con una marcia in più: la pedana girevole al centro del palco, riattivata dopo uno stop di mezzo secolo. Si prepara così il terreno perché il teatro possa ospitare - com'era in origine le produzioni del San Carlo, oltre alle compagnie che vorranno proporsi al Ministero dei beni culturali. Patrizia Di Maggio, storico dell'arte, ha curato il secondo lotto del procedimento coordinato dall'architetto Catello Pasinetti. Al suo lavoro filologico si deve il recupero dell'armonia delle forme dopo una serie di interventi non sempre corretti, partiti con la ricostruzione del secondo dopoguerra (con i pochi mezzi che c'erano a disposizione) sulle macerie del teatro sventrato da una bomba. «Un restauro del restauro», ama dire Di Maggio. I dipinti sul soffitto hanno ripreso vita, ripulite le statue in cartapesta delle Muse, dalle decorazioni in oro è scomparso quell'eccesso di colore che le rendeva poco credibili, le pareti hanno perso le mani di vernice applicate negli anni riproponendo le tinte tenui di metà settecento. Nuove le poltrone, nuovi i tendaggi; nuovo il parquet; nuovo l'impianto di condizionamento che corre sotto il pavimento, consentendo finalmente la rimozione dei termosifoni che nell'insieme non era un belvedere. Ma il vero miracolo sta nel palcoscenico, ed è già uno spettacolo ammirarlo dall'alto delle torrette di manovra. Il punto debole stava nel sottotetto, in quella rete di graticci in legno ricostruita dopo il crollo del soffitto nel' 43 (quando Palazzo Reale fu colpito da una bomba). Impossibile sopportare il peso di scenografie impegnative, specialmente oggi che i fondali non vengono più dipinti ma si propongono come massicce strutture architettoniche. La struttura è stata perciò rinforzata con travi reticolari che alleggeriscono il carico degli elementi sospesi, raddoppiando il rapporto chilimetro quadro. Decine di «tiri» con le corde, manuali ed elettrificati, consentono adesso sicurezza e facilità di manovra non comuni; nove motori fanno scorrere gli impianti a soffitto, quattro ponti luce montati sui tralicci detti «americane» scorrono sopra la scena; per ogni lato sono state aggiunte tre quinte; il «golfo mistico» che ospita l'orchestra è fissato al pavimento ma si può sganciare per fare spazio a un maggior numero di musicisti. A questa parte dell'intervento hanno lavorato come progettista il professore Gennaro Tampone, docente di restauro all'università di Firenze (tra i massimi esperti di strutture in legno), e come consulente di scenotecnica il professore Giovanni Girosi dell'Accademia di Belle Arti napoletana. Un lavoro di squadra, sotto la diretta supervisione del soprintendente Stefano Gizzi e della direttrice di Palazzo Reale Gina Ascione, eseguito in tempi brevi con una spesa di circa due milioni e mezzo, un milione dal Ministero e il resto dalla Compagnia di San Paolo. «Rispettare il cronoprogramma non è stato facile - spiega Patrizia Di Maggio - perché bisognava coordinare l'intervento di diverse maestranze, ciascuna specializzata in un particolare settore di restauro. Perdere un solo giorno avrebbe prodotto un effetto a catena e notevoli ritardi sui tempi di consegna. Però ce l'abbiamo fatta». L'intervento è concluso, per l'inaugurazione si attende il collaudo dei vigili del fuoco. Programmi ufficiali non ce ne sono ancora, ma è logico pensare che il teatro sarà riconsegnato alla città con un grande evento e un biglietto d'invito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
NAPOLI - Palazzo Reale. Ecco il nuovo Teatro di corte.
Il Teatrino di Corte di Palazzo Reale è stato riaperto dopo due anni di restauro. L'opera è stata curata da Patrizia Di Maggio, storico dell'arte, e da Catello Pasinetti, architetto. Il palcoscenico è stato ristrutturato con una pedana girevole e un impianto di illuminazione moderno. I dipinti sul soffitto sono stati ripuliti e le statue sono state restaurate. Il palcoscenico è stato rinforzato con travi reticolari per sostenere le scenografie moderne. L'intervento ha richiesto una spesa di circa due milioni e mezzo e ha richiesto una coordinazione stretta tra le diverse maestranze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo