Pensare che a marzo doveva stare già lì. Parliamo dell'obelisco di Axum, che avrebbe dovuto tornare nella sua patria originaria, l'Etiopia, dopo la decisione del governo italiano, nel 2002, di restituire il «maltolto» (l'obelisco fu fatto portare da Mussolini in Italia, nel 1937, per celebrare i quindici anni della Marcia su Roma). E invece la stele che, dal 1937 atta fine del 2003, quando fu smontata, sorgeva a Roma, a Piazza di Porta Capena, è ferma da mesi, impacchettata sotto teloni di plastica, in una caserma a Ponte Galeria. Lo ha rivelato ieri Il Corriere della Sera in un ampio servizio sulle pagine del suo inserto romano. Rivelando anche tutti gli ostacoli e gli intoppi tecnico-burocratici che ne impedirebbero il trasporto definitivo: dalla lievitazione dei prezzi, al reperimento dell'aereo adatto a sollevare oltre 50 tonnellate di carico, dalle avverse condizioni atmosferiche, a causa della stagione dei monsoni, all'inadeguatezza dell'aeroporto di destinazione. «Tutto è pronto, le difficoltà tecniche sono state superate e l'obelisco di Axum potrebbe partire a settembre, se ci fossero i finanziamenti» - ha chiarito ieri l'architetto Susanna Gara, che, nel novembre scorso ha diretto i lavori di rimozione della stele alta 24 metri, rispondendo alle notizie comparse sul quotidiano. «Non c'è stato nessun trasferimento in gran segreto - ha precisato l'architetto - anzi, l'obelisco di Axum è dove tutti sanno che doveva stare, cioè nella caserma della polizia Gelsomini, di Santa Maria di Galena, dove è arrivato, in pompa magna, scortato dalla polizia municipale... Per il trasferimento - ha precisato la direttrice dei lavori - si attende la disponibilità dei finanziamenti, che sono venuti a mancare in seguito a tagli di cui mi sembra si sia molto parlato in questi giorni. Infine non è vero nemmeno che il costo è di 10 milioni di euro: dal raffronto con il progetto definitivo emerge che, se si esclude l'aumento del costo del carburante e di qualche altra voce minore, non ci sono state eccessive lievitazioni. Infine è stato anche selezionato il velivolo più adatto per il trasporto. Ora la stagione è poco indicata, o si faceva entro giugno o bisognerà aspettare settembre, ma, se ci danno i soldi - ha concluso l'architetto Gara - siamo pronti a farlo partire».