IL PARCO dell'Appia Antica sarà liberato da piccole industrie, capannoni artigianali e strutture commerciali che non sono idonei all'antico scenario della via consolare, dei resti dei templi romani e dei cipressi e dei pini che fanno da contrappunto a uno dei luoghi di maggiore rilievo archeologico del mondo intero, patrimonio dell'umanità. Nelle stanze del Campidoglio è arrivato dalla Regione il documento, già concordato, che permetterà finalmente di trasferire le attività incompatibili con l'economia del parco oppure riconvertirle in modo da renderle adatte ad "abitare" negli ettari di verde che costeggiano le antiche pietre, un tempo solcate dai carri, dell'Appia Antica. L'assessore all'Ambiente della Regione, Vincenzo Saraceni, ha infatti steso un avviso pubblico, concordato con l'Ente Parco e con i privati che gestiscono le loro attività al suo interno, e un Protocollo d'Intesa. Per prima cosa si cerca un interlocutore unico per le numerose aziende che vivono nel parco, in modo da poter trattare con più facilità tutti i problemi inerenti alla delocalizzazione, alla permuta con nuove aree, decise dal Comune, oppure ai progetti di riconversione. Il punto di riferimento legislativo sarà la legge 29 approvata dalla Pisana nel '97, che dispone che "nelle aree naturali protette si promuove la valorizzazione e la sperimentazione delle attività produttive compatibili con l'esigenza di tutela dell'ambiente e che favoriscono nuove forme di occupazione". Dall'altra parte del tavolo ci sarà il Consorzio Appia Antica S.c.a.r.l. in rappresentanza delle attività produttive e, naturalmente, l'Ente Parco. Ma anche i Comuni di Roma, Marino e Ciampino, nel cui territorio si snoda l'area archeologica protetta. Quale sarà il meccanismo con il quale si "ripulirà" il Parco dell'Appia Antica dalle attività non adatte ai luoghi? Per prima cosa si aprirà un "tavolo" tecnico intorno al quale ci saranno tutte le parti. E sarà a questo tavolo che si vaglieranno le possibilità di permuta delle aree occupate, che dovrebbero passare all'Ente Parco in cambio di altre da offrire ai capannoni fuori dai confini dell'area protetta. In altri casi invece si esamineranno i progetti di riconversione presentati dai privati. «Oggi il protocollo è all'ordine dei lavori del Consiglio direttivo del Parco» spiega Ivana Della Portella «e la sua approvazione sarà un passo fondamentale per far decollare l'area protetta».
Appia Antica. Pronto il protocollo che avvia la procedura per le permute con altri terreni o i progetti di riconversione
Il Parco dell'Appia Antica sarà liberato da attività non compatibili con l'antico scenario della via consolare. Il documento concordato permetterà di trasferire le attività incompatibili o riconvertirle in aree adatte. L'assessore all'Ambiente della Regione ha steso un avviso pubblico e un Protocollo d'Intesa con l'Ente Parco e i privati. Il punto di riferimento legislativo sarà la legge 29 approvata nel '97, che promuove attività produttive compatibili con la tutela dell'ambiente. Il Consorzio Appia Antica S.c.a.r.l.
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