«CINQUANTAMILA metri cubi di costruzioni e mille posti barca per mega-yacht, con queste caratteristiche il nuovo porto di Talamone sfigurerebbe l'ennesimo tratto di costa tirrenica provocando gravi danni alla natura e all'ambiente». Riparte da Franco Tassi del Comitato parchi e docente di ecologia all'università di Napoli e da Alberto Frattini di Maremma Viva l'attacco al nuovo porto turistico che si vorrebbe realizzare nel comune di Orbetello di cui è sindaco il ministro Altero Matteoli. Il mega porto è nel mirino di un fronte vasto e compatto di associazioni ambientaliste, che con Stefano Leoni per il Wwf, Maria Signorini per Italia Nostra, Fausto Ferruzza per Legambiente, Alberto Asor Rosa per la Rete dei comitati per la difesa del territorio, Vittorio Emiliani per il Comitato per la bellezza, Giorgio Chimenti per Marevivo, Marcello Buiatti per Ambiente e lavoro e Valentino Podestà per il Comitato terra di Maremma hanno firmato le osservazioni alla variante del Comune di Orbetello che definiscono il nuovo porto un errore ambientale, paesaggistico, urbanistico e sociale. «Talamone è un luogo ideale per un approccio al mare tranquillo e silenzioso, a nuoto o in barca a vela, passeggiando a piedi o in bicicletta, una perla rara che non può essere sacrificata alla frenesia del mattone», dicono oggi Tassi e Frattini, che al posto del porto chiedono la realizzazione di un parco marino destinato ad essere l'accesso al parco naturale della Maremma. «Difficile pensare - argomentano infatti - che flussi di visitatori europei verranno da lontano, in tutte le stagioni, per ammirare uno dei tanti porti esclusivi grondanti di motori, a prezzi proibitivi. La lunga esperienza dell'Uccellina dimostra proprio il contrario, perché la maggior attrazione viene proprio da quel carattere e quell'atmosfera, che stanno oggi scomparendo altrove. Perché - si domandano in conclusione gli ambientalisti - non trasformare invece Talamone in un confortevole accesso al parco della Maremma, capace di offrire una vera immersione nella cultura e nell'atmosfera locale, nei prodotti tipici e nelle attività ricreative meno invasive?».