Ambiente, innovazione tecnologica, lavoro e sviluppo sostenibile: è questo l'ambizioso percorso che i Verdi del Lazio, insieme a tanti comitati e associazioni ecologiste, propongono per il governo della Regione in occasione delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo. Una proposta forte che sappia da un lato rappresentare un elemento di reale novità e discontinuità con il passato e dall'altro sia di supporto e di slancio alla candidatura di Emma Bonino. Si caratterizzano in questo modo i Verdi di oggi: il movimento politico degli ecologisti italiani uscito "diverso" e "più maturo" dall' assemblea nazionale di Fiuggi che ha deliberato l'abbandono del progetto politico di Sinistra e Libertà. Di fatto, il congresso dei Verdi dell'11 novembre 2009 ha rappresentato "l'inizio della rifondazione" di quel movimento ambientalista italiano che ha cominciato a calcare la scena politica nel 1986, rendendosi protagonista di numerose e difficili battaglie ambientaliste. Battaglie fondamentali ed epocali, giocate però troppo spesso in difesa mostrando timore nell'avanzare proposte concrete e percorribili per disegnare il futuro del nostro paese e delle nostre comunità locali. è sulla base di questa considerazione che nel Lazio i Verdi hanno intrapreso l'idea di un "laboratorio ecologista per le proposte di governo della regione Lazio". Si tratta di una ipotesi e di una proposta di lavoro che vuole in parte anticipare il percorso della Costituente ecologista, tappa fondamentale per il futuro ed il rilancio di una forza politica partecipata che, a partire dal modello dei movimenti ecologisti francesi e tedeschi che si stanno affermando in Europa, sappia proporsi alla società italiana come reale alternativa a proposte politiche nazionali ormai impantanate in un riformismo di facciata. L'attuale modello economico di riferimento per lo sviluppo mondiale, attivamente perseguito a livello internazionale con in testa gli Stati Uniti di Barak Obama, ha accettato la green economy come fattore imprescindibile per gli investimenti futuri. Il denominatore comune delle presenti e future strategie economiche attuate a livello mondiale fa dunque riferimento a modelli di sviluppo sostenibile. Inteso come forma di sviluppo e redistribuzione del reddito che non comprometta la possibilità di vita e di prosperità delle future generazioni, l'obiettivo prioritario è diventato quello di mantenere uno svilup po economico ecocompatibile, duraturo ma operante in un regime di equilibrio ambientale. Ed è proprio con riferimento assoluto a questi temi che si è voluto costruire la proposta dei Verdi del Lazio per il governo della Regione. Dalla mobilità all'energia, dai rifiuti alle aree protette, dall'agricoltura al turismo, dalla sanità alle politiche urbanistiche ed abitative. Il "Filo Verde" dello sviluppo sostenibile che proponiamo come concreto modello di governo della Regione dovrà essere sostenuto da provvedimenti legislativi che introducano norme di riferimento certe in materia di contabilità ambientale. Attualmente i problemi e i costi ambientali non traspaiono dai conti pubblici ancora formulati secondo criteri puramente amministrativi. Per puntare alla sostenibilità gli amministratori degli enti locali hanno bisogno di nuovi strumenti idonei a rilevare, contabilizzare, gestire e comunicare i costi e i benefici ambientali di tutte le proprie azioni di governo del territorio. La contabilità ambientale è uno di questi strumenti. Essa infatti è un sistema che permette di rilevare, organizzare, gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, espressi sia in termini fisici che monetari. Parallelamente alle proposte legislative ed operative che la Regione adotterà, dovrà essere attivato un capillare ed imprescindibile servizio di informazione e comunicazione rivolto ai cittadini in materia ambientale, essenziale per il successo delle politiche ambientali, di contenimento dei consumi di energia e di trattamento dei rifiuti. La comprensione e la partecipazione a questa proposta politica da parte dei cittadini è condizione necessaria al successo stesso del progetto. In materia di energia una scelta regionale, ambientalista e lungimirante, dovrà essere caratterizzata da investimenti per lo sviluppo delle fonti pulite e rinnovabili,per la creazione, nel settore specifico e nell'indotto, di nuovi posti di lavoro. In questo settore è necessario approvare quanto prima il Piano energetico regionale, impegno purtroppo disatteso dalla Giunta Marrazzo, che dica si alle fonti alternative ( fotovoltaico, eolico, geotermia, cogenerazione, etc) e ai distretti territoriali delle rinnovabili. Dica sì al microeolico ed all'eolico a basso impatto paesaggistico, dica sì ad una road map di uscita dal carbone (centrale di Civitavecchia) e rispetti gli obiettivi europei per il 2020 e gli obiettivi del protocollo di Kyoto, evitando al Lazio inopportune sanzioni comunitarie. Garante della Federazione dei Verdi del Lazio