«La proposta del Ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi di impiegare nei musei italiani e nella valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale il personale docente della scuola precario o considerato in esubero non solo ha dell'estemporaneo ma apre un duplice conflitto: da un lato, con le Regioni come la Basilicata che è alle prese con un programma specifico che, con proprie risorse finanziarie, riporterà in aula, nelle prossime settimane, circa 700 docenti e personale Ata precari per rafforzare l'offerta formativa e valorizzare specifiche professionali e dall'altro, con il personale precario delle strutture regionali del Ministero ai Beni Culturali che chiede legittimamente di poter superare la condizione di precariato che si trascina da troppo tempo». È il commento del coordinatore degli assessori regionali alla Cultura Antonio Autilio, che è anche assessore alla Cultura della Regione Basilicata. «Assai singolare - aggiunge Autilio - è la tesi del Ministro Bondi: poiché il personale di musei, biblioteche, archivi, pinacoteche, aree archeologiche, ecc. scarseggia invece di pensare come si dovrebbe ad un reclutamento in particolare tra i giovani laureati delle facoltà specifiche e in tanti casi in possesso di master di specializzazione o diplomi di alta qualificazione, si dovrebbe attingere dal personale della scuola non di ruolo. Le Regioni, che continuano da tempo a rincorrere il Ministro per una concertazione vera su vari settori delle attività culturali e dello spettacolo, non possono certamente condividere questa proposta». «Una strada da percorrere invece, come stiamo sperimentando in Basilicata - spiega l'assessore lucano - è quella di promuovere tirocini formativi, anche in questo caso con fondi regionali, di laureati presso strutture regionali e locali del Ministero Beni Culturali, allo scopo di utilizzare risorse intellettuali e professionali consentendo loro di realizzare un'esperienza diretta. Quanto invece al reclutamento di nuovo personale, se si vuole realmente investire nella valorizzazione dei beni culturali che continuano ad essere i primi attrattori del turismo internazionale non basta nominare come ha fatto il Ministro Bondi un nuovo direttore generale: ci vogliono risorse adeguate perché le Regioni hanno già fatto troppo in sostituzione delle carenze del Ministero».