Telecom incalzata dalle protestepotenzia la linea telefonica IL COMUNE di Levanto ha individuato un'area all'immediata periferia del paese e l'ha destinata a edilizia pubblica. Si tratta dell'ex discarica del quartiere "Albero d'oro", un'area abbandonata che una volta bonificata e recuperata sarà in grado di ospitare una palazzina di tre piani circondata da un ampio parco pubblico e parcheggi. Il nuovo complesso ospiterà dodici appartamenti "a canone sociale" che permetteranno di mettere un tetto sulla testa almeno a una parte di coloro che non riescono a far fronte agli affitti alle stelle nella cittadina della Riviera. Una questione prioritaria in una realtà che la Regione Liguria ha riconosciuto "ad alta problematicità abitativa". Una situazione critica che più volte è stata denunciata anche dai sindacati e dal difensore civico comunale, l'avvocato Cesare Giudice. "Vogliamo dare una risposta in tempi brevi al bisogno abitativo di questo paese - dichiara l'assessore ai Servizi sociali, Giorgio Delbene - . Per questo, attraverso una variante urbanistica, abbiamo destinato all'Arte un'area del valore di 100 mila euro". Un ampio terreno diventato di proprietà comunale in seguito a un vecchio esproprio e all'interno del quale avrebbe dovuto essere realizzata la nuova caserma della Forestale. "Se n'era parlato negli anni scorsi, - dice Delbene - ma in seguito il Comando provinciale non ha più richiesto l'area". Di qui l'idea di utilizzare lo spazio per un progetto che prevede la costruzione di una dozzina di alloggi di diverse metrature che variano tra i 50 e i 70 metri quadri. Un'operazione sulla quale però incombe l'incognita dei finanziamenti. La realizzazione del nuovo insediamento abitativo dipenderà da come si classificherà la proposta levantese nella graduatoria regionale del bando di "social housing". "Entro la fine del mese la Regione delibererà l'assegnazione dei contributi per l'edilizia sociale - spiega Delbene - .Siamo in attesa di conoscere gli esiti della procedura, ma ritengo che abbiamo buone possibilità di ottenere il contributo che ci permetterà di mettere a disposizione di dodici famiglie levantesi un'abitazione a prezzi modici". É invece stata scartata l'ipotesi di adeguare vecchi alloggi avvalendosi delle sovvenzioni regionali. "In quel caso la Regione aveva stanziato una somma minima (65 mila euro, ndr) che sarebbe stata utile per la ristrutturazione di un alloggio già a disposizione del Comune - chiarisce Delbene - . Purtroppo però non abbiamo appartamenti liberi su cui intervenire: tutte le nostre case popolari sia nel quartiere della Guardia, sia in quello di San Gottardo sono occupate". val. bor.