Le norme proposte dalla giunta scatenano le proteste dei commercianti e dei Caffè in particolare VENEZIA - Piazza San Marco come il Forum di Assago con concerti rock no limits e «prelievo» automatico dei sovrapprezzi sulle consumazioni dei caffè in piazza? La proposta della giunta scatena le ire degli esercenti che stavolta promettono battaglia. In primis per non essere stati avvisati o consultati in alcun modo da Ca' Farsetti. «Sono sbalordita - dice - Carla Rei, amministratore del Caffè Lavena e vicepresidente dell'Aepe - vengo a sapere dai giornali di questo piano delirante. E ancora una volta non siamo stati minimamente contattati». La proposta di regolamento prevede che non ci sia più un limite agli eventi, ma che questo venga deciso di anno in anno con il comitato dei garanti, dove siedono Soprintendenza, Comune e Procuratoria di San Marco. Prevede anche che, qualora il giorno del concerto, i bar applichino un sovraprezzo per chi si siede ai tavolini esterni (e dunque gode dello spettacolo senza pagare il biglietto) questo vada per i restauri della piazza. Il direttivo dell'Associazione Piazza San Marco che coinvolge tutti i commercianti del salotto buono della città si riunirà la prossima settimana ma per tutti, a caldo, commenta il presidente Alberto Nardi: «Sono sconvolto. Abbiamo sempre parlato di fare uno o pochi eventi di grande qualità, quanto al discorso dei caffè non mi sembra giusto. Ci chiediamo se questi eventi servano davvero a raccogliere fondi per i restauri. Ci hanno promesso i dati precisi a novembre ma ancora non abbiamo avuto notizie. Prima di parlare di futuro, insomma, analizziamo il passato recente». I commercianti di San Marco sottolineano di non essere contrari a prescindere ma «mi sembra fondamentale - spiega Nardi - che l'associazione faccia parte del tavolo decisionale anche per l'aspetto organizzativo. E comunque, questi mi sembrano discorsi pretestuosi ed elettorali». Dal Florian arriva solo un no comment, ma Carla Rei è furiosa: «Come esercenti siamo veramente stanchi di essere così poco considerati. L'esercente è un imprenditore che offre un servizio vitale alla città: facciamo accoglienza, siamo un presidio di sicurezza fino a tardi. Se ci trattano così in tempi di crisi e di scadente offerta turistica senza tener conto che nella sola piazza diamo lavoro a più di 200 famiglie viene solo da allargare le braccia». Il quaderno delle doglianze è fitto: dall'acqua alta a partire dagli 80 centimetri al plateatico pagato per 365 giorni. «Per questi concerti non possiamo usufruire del plateatico per circa 40 giorni nell'arco di un'estate - spiega la Rei - e il regolamento dell'area marciana non ci concede nessuna deroga, neppure per le tende contro il solleone, nonostante le nostre proposte basate su dipinti del Canaletto. In più non si degnano di consultarci su nulla ma il canone di concessione lo paghiamo in anticipo».