UN ANNO per vendere l' area dell' ippodromo. Una necessità per la Snai che, per saldare i debiti, è costretta a mettere sul mercato quel milione di metri quadrati da sempre strategici per la città, ma oggi vincolatissimi. Ed è costretta a farlo, spinta dalle banche creditrici: il valore a bilancio è di 90 milioni, una cifra che si vorrebbe raddoppiare ma che rimarrebbe inferiore ai 260 milioni di euro valutati soltanto qualche anno fa. Una novità nella complicata storia di San Siro, che riaccende il dibattito politico. Anche se, per l' assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, il futuro passaggio di proprietà non cambia la necessità che quella zona «non diventi degradata, ma un pezzo vivo di Milano aperto a tutti. Qualsiasi sarà l' interlocutore privato, l' area, come abbiamo sempre detto, dovrà essere il baricentro di un grande parco cittadino e sostenere la presenza dello stadio». Palazzo Marino aveva inserito San Siro tra le zone da trasformare nei prossimi anni anche costruendo un quartiere di lusso: un progetto stralciato dal Piano di governo del territorio. E proprio dalla Lega, che si era battuta per vincolare le piste, adesso arriva la proposta: «Chiunque compri i terreni sappia che acquisterà un' area verde. A questo punto Comune, Provinciao Regione potrebbero diventare i proprietari e trasformarla in un grande parco attrezzato: sarebbe il miglior regalo alla città in tempi di lotta allo smog» dice il capogruppo in Consiglio Matteo Salvini. Anche il presidente della Provincia Guido Podestà mette un punto fermo: «Abbiamo ottenuto che l' area ippodromo venisse esclusa dagli ambiti di trasformazione del Pgt non per tutelare gli interessi di qualche operatore privato, ma perché ce lo hanno chiesto 10mila residenti con una petizione. Anche in futuro, per noi, l' interesse dei cittadini sarà sempre al primo posto». Ma chi vorrà acquistare terreni su cui, almeno per ora, non si può costruire se non strutture sportive? Il dubbio che in un futuro prossimo i vincoli e i veti politici possano cambiare, e che qualche investitore possa pensare di realizzare ancora case e palazzi, rimane. Tanto che il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, dice: «Siamo preoccupati per possibili speculazioni. Quell' area dovrebbe essere rilanciata nell' interesse pubblico, non diventare una torta da spartire». Tra i primi pretendenti potrebbero esserci Inter e Milan. Stefano Boeriè l' architetto che, per l' Inter, ha progettato il cosiddetto "quarto anello" sul trotto: un parco, negozi, un museo, ristoranti, aree per il benessere, spazi ricettivi. Un progetto del 2005 che, dice, «ancora oggi rimane il più credibile, realistico e vantaggioso per la città e per le squadre. Le strade sono due: o Inter e Milan continuano con la concessione dello stadio o diventano proprietarie di San Siro e, in quest' ottica, anche dell' area circostante». Ma Alfonso Cefaliello, rappresentante del Milan nel Consorzio San Siro, precisa: «Certamente saremmo degli interlocutori: ma la nostra priorità, ora, è portare San Siro a cinque stelle per candidarsi a ospitare la finale di Champions League del 2015 e gli Europei del 2016»