SAREBBE Alain Elkann, scrittore, già consulente di Vittorio Sgarbi, il candidato definitivo (ha avuto l'ok anche di Enzo Ghigo) per la presidenza della Fondazione del Museo Egizio. Ex genero di Gianni Agnelli, Elkann è il padre di John, vicepresidente Fiat. Sono cadute, nel frattempo, le candidature dei Jas Gawronski e di Gabriele Galateri di Genola, entrambe contrapposte dal centrodestra a quella di Valerio Zanone, sponsorizzato da Enrico Salza e Piero Castaido. L'ex consulente di Vittorio Sgarbi è in pole position per presiedere la Fondazione del Museo La scelta è al vaglio del ministro Urbani Come direttore è in corsa Picchioni PAOLO CANTARELLA Ex amministratore delegato ora è al Toroc, la struttura di "Tori no 2006" ALESSANDRO BARBERIS Ex amministratore delegato Fiat, è presidente della Camera di Commercio SANDROCASAZZA Ex capo ufficio stampaFiat, è presidente del Museo del Cinema IL MINISTRO Giuliano Urbani vuole Alain Elkann alla presidenza della Fondazione Museo Egizio. Caduta l'ipotesi di Jan Gawronski, "ripescato" per il Parlamento europeo, sembra questa l'ipotesi più probabile. Quasi una certezza, addirittura. A Elkann potrebbe essere affiancato come direttore Rolando Picchioni, attuale segretario generale della Fiera del Libro e neo consigliere regionale nella Margherita. Il suo nome metterebbe infatti d'accordo Comune, Provincia e Regione: per i vertici degli opposti schieramenti di centro sinistra e centro destra si tratterebbe della persona giusta al posto giusto. Ma su questo fronte i giochi non sono ancora fatti, bisognerà fare i conti con gli umori romani. Elkann, 54 anni, giornalista e scrittore, ex genero dell'Avvocato Agnelli, sarebbe a questo punto il quarto candidato eccellente nell'arco di neanche tre mesi: a fine aprile era stato fatto il nome dell'ex sindaco di Torino ed ex segretario del Pii Valerio Zanone, gradito al presidente di San Paolo Imi Salza e al suo entourage, assai meno a Urbani, che gli aveva contrapposto già allora Gawronski. A metà maggio sembrava fatta: di fronte all'e-sigenza ritenuta primaria di candidare persona di riconosciuta fama internazionale, anche a livello finanziario, era spuntato il nome del presidente di Mediobanca Gabriele Galateri di Genola. Ma anche in quel caso, fumata nera. Si era preso tempo, poi ecco di nuovo, un mese fa, il nome di Jan Gawronski, cui si voleva affidare un incarico di prestigio dopo quella che sembrava una batosta elettorale, visto che al suo posto doveva andare a Strasburgo la cantante Iva Zanicchi. E ora Elkann, non nuovo ai beni culturali torinesi: la sua carica di consulente del ministro e soprattutto del sottosegretario Vittorio Sgarbi, l'ha portato diverse volte in visita ufficiale nei siti culturali di quella che è un po' la sua città d'adozione, dove vivono i figli John, vice presidente della Fiat, e Lapo, anch'egli impegnato nell'azienda di famiglia. In particolare, si ricorda la sua presenza all'Egizio a fianco dello stesso Urbani e di Sgarbi, giusto tre anni fa, in occasione della storica decisione di non trasferire il museo dall'attuale sede. Proprio allora aveva iniziato a prendere corpo l'idea di creare una nuova forma di gestione per la seconda collezione egizia del mondo. Idea poi concretizza-tasi il novembre successivo, quando a Roma si era costituito il Comitato promotore per la Fondazione Museo Egizio, affiancato da un comitato esecutivo nel quale erano stati nominati sia Alain Elkann che Rolando Picchioni. Il cerchio sembra chiudersi insomma, ma non è detta ancora l'ultima parola in una vicenda che ha avuto una lunga e travagliata gestazione. Che ora però, a quasi tre anni di distanza, sembra avviata alla conclusione. Dopo l'approvazione dello statuto della Fondazione da parte di tutti i soci (l'ultima a dare l'assenso è stata il mese scorso la Regione), manca solo più l'atto costitutivo con la definizione delle varie nomine. Il sindaco Chiamparino e i presidenti Ghigo e Saitta hanno scritto nei giorni scorsi al ministro Urbani, chiedendogli in quale data fissare l'appuntamento dal notaio. Si attende da un giorno all'altro la risposta.