CHI investirà centoe rotti milioni di euro per acquistare un'area vincolatissima come l'Ippodromo? Un milione di metri quadrati, collocati sì in un punto strategico della città, ma dove non si può costruire niente, a parte strutture funzionali allo stadio Meazza o dedicate più in generale allo sport e all'intrattenimento dei tifosi? Per rispondere a questa domanda bisognerà aspettare ancora un po', ma qualche ipotesi è già possibile farla. IL COMUNE, che vuole «restituire verde alla città»? La Provincia amica di Salvatore Ligresti che teme la concorrenza alle future case di Citylife? Un imprenditore privato con il sogno di aprire a Milano il primo golf club o una spa di lusso? Le squadre di calcio che da anni vorrebbero costruire uno stadio bis? Alla luce della complicata storia del trotto su cui, dopo anni di silenzio, la giunta Moratti ha riaperto la partita nel 2008 una delle ipotesi più probabili è che il Comune stia pensando di sostituire i cavalli con il pallone. L'ippodromo del trotto, infatti, a due passi dallo stadio di San Siro sarebbe la posizione ideale dove costruire un nuovo campo da calcio. Un impianto costruito ex novo in grado anche di ospitare la finale di Champions League del 2015e gli Europei del 2016, e che potrebbe soddisfare il desiderio dell'Inter di avere uno stadio tutto per sé. Certo, se fosse così, seppur nella legalità l'operazione potrebbe sollevare qualche dubbio. La vicenda infattiè cominciata nel 2008 quando Palazzo Marino ha dato un'improvvisa accelerata al progetto di trasferimento dell'ippica fuori Milano per «riqualificare un'area verde che oggi la città non può fruire», come diceva allora l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli. Le trattative con Snai sono andate avanti mesi, con soddisfazione. Tanto che lo scorso settembre il quartiere di superlusso proposto da Roberto Losito, imprenditore milanese con un'opzione di acquisto sull'area fino al 2012 e advisor di Snai, è stato inserito nel Piano di governo del territorio. Il progetto edilizio che prevedeva il trasferimento dell'ippica fuori città per rilanciarla, si diceva, ma anche per far spazio a un grande parco cittadino, a un centro polifunzionale per lo stadio e a complesso di residenze a cinque stelle immerse nel verde. L'operazione però è naufragata. Un mese dopo, per portare a casa il Pgt senza l'ostruzionismo della Provincia, il Comune ha siglato un patto con il presidente Guido Podestà che prevedeva la salvaguardia del verde all'ippodromo. «Neanche un metro cubo di cemento potrà essere costruito in quell'area» esultava allora la Provincia, sbandierando un'insolita politica ambientalista. Unica eccezione, stabiliva l'accordo, verrà fatta per le strutture funzionali allo stadio o dedicate allo sport e all'intrattenimento. Il progetto di Losito quindi venne abbandonato e dell'ippodromo non si parlò più. Oggi, mentre il Pgt sta paralizzando i lavori del consiglio e creando molti imbarazzi al sindaco Moratti, il tema torna d'attualità. Le banche chiedono a Snai di vendere i terreni al più presto, fissando il prezzo base a 90 milioni di euro. Il valore dell'area - che Losito un anno fa era disposto a pagare 260 milioni di euro - è crollato una volta esclusa la possibilità di costruirci sopra. E per chi vuole farci strutture sportive, diventa un affare. Nel frattempo, l'assessore allo Sport Alan Rizzi ha dichiarato la sua intenzione di ristrutturare San Siro per ospitare gli Europei del 2016, senza dare però nessun dettaglio sul reperimento di quei 40 milioni di euro necessari al restyling. Se tutti i pezzi vengono messi insieme verrebbe da pensare che il primo interessato a comprare l'ippodromo sia l'Inter, in cerca da anni della location giusta dove innalzare il suo stadio. Ma il futuro delle piste del cavalli può anche essere un altro. Approvare oggi un Pgt che stralcia di fatto l'Ippodromo dalle aree su cui si potrà edificare non significa che un domani la destinazione d'uso possa cambiare. Non è detto quindi che chi investirà in questo spicchio di verde non stia pensando di iniziare con una struttura legata allo sport per aggiungere, fra qualche anno, anche delle residente. Lo spazio di certo non mancherebbe. Chiunque però voglia rischiare in questa operazione dovrà vedersela con l'opzione di Losito. L'imprenditore al momento non sembra intenzionato a rinunciare alla sua prelazione che dice essere blindata per i prossimi due anni. E, come advisor della Snai, dovrà necessariamente essere coinvolto. «Se cercheranno di sfilarmi l'advisor - spiega - andrò per vie legali».
la Repubblica
6 Febbraio 2010
MILANO - URBANISTICA. Case o stadio si riapre la gara
TE
Teresa Monestiroli
la Repubblica
Il Comune di Milano ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque. Il Comune ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque. Il Comune di Milano ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque. Il Comune di Milano ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque. Il Comune di Milano ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque. Il Comune di Milano ha deciso di non vendere l'ippodromo, che è un'area vincolata, a chiunque.
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