Il ministro Bondi firma la nomina per il successore di Liliana Pittarello ai vertici di Palazzo Chiablese RITORNA in Piemonte Mario Turetta. Sarà lui, già ai vertici di Palazzo Chiablese tra il 2004 e il 2007, il prossimo direttore regionale per i Beni culturali. Come previsto nell'estate da Repubblica, si insedierà nei prossimi mesi, dopo che l'attuale responsabile del patrimonio piemontese Liliana Pittarello avrà lasciato l'incarico per andare in pensione. Una notizia annunciata, dunque, per ora diffusa da un laconico comunicato sindacale della Uil, mentre si attende a giorni la conferma del ministero per i Beni culturali, dal momento che la nomina è già stata firmata dal ministro Bondi. Turetta, ora numero uno dei Beni culturali lombardi, non ha mai fatto mistero di voler tornare sulle sponde del Po. E pazienza se oltre il Ticino si sta giocando la grande partita dell'Expo 2015. Torinese, 51 anni, una laurea in sociologia, già funzionario della Regione Piemonte, segretario della Fondazione Rosselli e quindi a capo della segreteria dell'ex ministro Giuliano Urbani, è stato da quest'ultimo nominato direttore regionale a Torino nella primavera del 2004. E qui è rimasto fino al trasferimento a Roma tre anni dopo, per occuparsi di bilancio e personale nello stesso ministero, e alla successiva nomina milanese. Una carriera di taglio politico e manageriale la sua, ben diversa da quella «tecnica» compiuta interamente all'interno del mondo dei Beni culturali dall'architetto Pittarello. Nei tre anni da direttore sotto la Mole, Turetta ha visto nascere la Fondazione del Museo Egizio e seguito i lavori per il completamento del recupero della Reggia di Venaria. Durante il suo mandato ha anche aperto al pubblico, dopo i lavori di ripristino, Palazzo Chaiblese e tagliato il nastro per la conclusione dei lavori a Villa Regina. Tra i progetti che gli stavano particolarmentea cuore, anche la realizzazione del Polo Reale, ovvero la creazione di un vero e proprio circuito, con servizi comuni, dei musei del centro torinese nati da collezioni sabaude, dal Museo di Antichità all'Armeria Reale. Molto è stato fatto, ma il Polo ancora non è decollato e tanti nodi restano da risolvere. Tra tutti, il trasferimento della Galleria Sabauda nella Manica nuova di Palazzo reale. Tra i progetti che si sono interrotti, il restauro della Cappella della Sindone. Un po' troppo ottimisticamente, quando ancora era a Torino Turetta aveva previsto di poterla riaprire al pubblico tra il 2009 e il 2011. Sarà questo uno dei grossi nodi che si troverà ad affrontare, visto chei lavori all'interno del capolavoro di Guarini hanno subito più di una battuta d'arresto e ancora non si sa quando potranno essere terminati.