Questi impianti stanno in piedi solo grazie agli incentivi. Il business dei certificati verdi ITALIA DEI VALORI Una centrale ha solitamente lo scopo di produrre energia, ma siamo così sicuri che una centrale a biomasse in Italia non abbia invece l'effetto di distruggerla? A quanto pare, stando a ciò che si trova in rete, il bilancio energetico di una centrale a biomasse è negativo, ovvero la somma d'energia necessaria ad estrarre l'olio di palma sommata a quella necessaria a trasportarlo dall'Indonesia o la Malesia all'Italia è superiore a quella che si otterrebbe bruciandolo. Un investimento di questo tipo sarebbe in perdita se il mercato non fosse drogato dai certificati verdi, detti anche cip6 che vanno alle energie rinnovabili o assimilate. Gli inceneritori ad esempio sono considerati "assimilati" alle rinnovabili grazie ad un emendamento canaglia ad un'ottima legge del'92 che aveva lo scopo di incentivare il rinnovabile con il 7 della nostra bolletta energetica. Inoltre in questi anni con un'altra legge si è consentito di bruciare nelle centrali a biomasse anche i rifiuti inorganici. Mi chiedo allora se esaurito l'effetto volano dei certificati verdi si comprerà ancora l'olio di palma o si brucerà lì la nostra spazzatura. Se poi al lordo degli incentivi la centrale è un così buon investimento, come mai bastano tre milioni di euro di filtri per metterla in discussione? Forse perché il vero scopo di questa operazione è dirottare i certificati verdi dalle vere rinnovabili (acqua, sole, vento) a qualcosa che grazie al prefisso "bio-" consentirebbe di costruire un inceneritore senza il bisogno dei manganelli per sedare i manifestanti? E che dire della deforestazione, povertà e fame che si crea nei paesi per così dire in via di sviluppo? Paesi che per vivere avrebbero bisogno di non essere rasi al suolo dai paesi sviluppati. Per la centrale di Fermo ad esempio, sono arrivati 24 milioni di euro di incentivi, soldi di tutti, senza dei quali nessun imprenditore avrebbe mai pensato di costruire una centrale a biomasse a filiera lunga in Italia.