Il Museo nazionale della Magna Grecia ospita il percorso espositivo sulla storia delle città dello Stretto Le monete chiave di lettura per lo studio della venerazione delle divinità LA MOSTRA "II profilo degli dei a Zancle Messana e Region" questo il titolo dell'itinerario espositivo che analizza il culto delle divinità attraverso lo studio delle monete. I TEMPI Inaugurata da qualche giorno la mostra, ospitata in una delle sale del primo piano del Museo nazionale della Magna Grecia, sarà aperta al pubblico fino al sette di novembre. Gli orari di visita sono: tutti i giorni tranne il lunedì giorno di chiusura, dalle 9 alle 19,30. I PROMOTORI La manifestazione nasce dalla collaborazione del ministero dei Beni e delle Attività culturali, della Soprintendenza ai beni archeologici della Calabria, dal Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, dal museo regionale di Messina, dall'assessorato ai Beni culturali della regione Sicilia. Sono piccole ma racchiudono tante preziosissime informazioni. Sono le monete, chiave di lettura attraverso cui si possono ricostruire vicende storiche, movimenti culturali, culti religiosi di intere epoche storiche. Guidati da questo filo conduttore si traccia "II profilo degli dei a Zancle Messana e Rhegio". ; Una mostra che passa in rassegna il culto delle divinità nelle due città dello Stretto. L'iniziativa che riunisce i reperti rinvenuti tanto a Reggio che a Cessina è stata inaugurata in questi giorni al Museo nazionale della Magna Grecia. Un'iniziativa, promossa dalla collaborazione tra il ministero dei Beni e attività culturali, la Soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, il Museo nazionale della Magna Grecia, il Museo regionale di Messina e l'assessorato ai Beni culturali della regione Sicilia. Un percorso espositiyo in cui è possibile osservare l'evoluzione della tecnica della coniazione dall'VIII secolo avanti Cristo al II secolo dopo Cristo, ma non solo attraverso le immagini riportate sulle due facce delle monete si può ricostruire una pagina della storia del culto degli dei. «Un appuntamento -che sottolinea la dott. Andronico della Soprintendenza archeologica della Calabria - si ripropone di risvegliare l'attenzione dei visitatori, sulla sezione numismatica del Museo, patrimonio che generalmente viene ritenuto argomento di interesse limitato per stu-liosi e appassionati della materia. La mostra - spiega la dott. Andronico si propone di offrire una chiave di lettura del culto, attraverso le immagini portate sul materiale numismatico». Per conferire un maggiore impatto visivo al percorso espositivo si è pensato di accostare accanto alle monete anche altri reperti «lapidi decorate e non solo iscritte, bronzetti e ceramiche». Insomma materiale che consente «una rivisitazione della storia delle due città partendo dalla colonizzazione. Un'occasione rara per vedere e confrontare i reperti delle due città, entrambe colonie calcidesi, realtà che presentano molti tratti comuni». L'iniziativa rappresenta quindi anche un'opportunità per radicare rapporti e sinergie tra le due realtà. Ma non siamo per così dire all'anno zero, ci sono già stati altri momenti di collaborazione «nel 2001 con l'iniziativa "Da Zancle a Messina" lo scorso anno con la mostra sulla presenza dei normanni sullo Stretto». Passeggiando tra i pannelli espositivi ci si accorge dei parallelismi che avvicinano le due città, il culto di Apollo, come testimonia la ricorrente rappresentazione dell'effigie della divinità sulle monete, il culto di Artemide, di Atena. Tra miti e leggende, si ricostruiscono dunque alcuni passaggi delle vicende delle due città, passaggi documentati. Un esempio? La presenza 'del più importante santuario di Rhegion, dedicato alla dea Demetra, come testimoniano le statuette votive rinvenute nel sito, sempre attraverso la lettura numismatica, alla presenza di nuove di nuovi simboli, come la spiga del grano, la colomba e ancora il delfino la testa di bue o di leone si decodifica la venerazione di questa o quella divinità. Una lettura che chiarisce, le diverse fasi della monetizzazione di Rhegion, che i-nizialmente segue la tecnica a sbalzo. Prendono forma anche storie leggendarie per cui il forte e possente Eracle quale protettore dei confini viene venerato soprattutto lungo le fasce ionica e tirrenica, o come Atena dea della sapienza, figlia prediletta di Zeus fosse molto adorata, o ancora come il culto di Artemide così come quello di Apollo fosse profondamente legato alle origini della fondazione della città. Insomma una passeggiata tra i reperti delle colonie calcidesi, un viaggio a ritroso nella storia del territorio, che i visitatori reggini potranno compiere fino al sette di novembre