Luigi Giuliani ex presidente Wwf Campania BISOGNA dare atto ad Italia Nostra di essere stata l'unica grande associazione ambientalista ad opporsi strenuamente alla realizzazione dell'Auditorium di Ravello, un'opera innanzitutto illegittima e che oggi urla palesemente a chiunque la sua incongruenza con il delicato contesto del paesaggio naturale ed umano in cui è stata violentemente inserita. E a chi oggi obiettasse che in definitiva l'opera ha ottenuto il viatico del Consiglio di Stato in sede amministrativa, è d'uopo ricordare che il Tar aveva già respinto una prima volta lo stesso progetto inserito nel piano regolatore di Ravello e lo aveva poi respinto una seconda volta dietro ricorso della Sezione di Salerno di Italia Nostra per iniziativa della responsabile dottoressa Raffaella De Leo. La doppia bocciatura del Tar era stata inevitabile poiché il Put elencava con precisione le opere pubbliche che potevano essere realizzate nel territorio e l'Auditorium non era assolutamente previsto tra quelle. Ma il Consiglio di Stato trovò un motivo formale per annullare l'ultima sentenza del Tar (non era stata chiamata in causa la Soprintendenza di Salerno). Ed oggi l'Auditorium è là a dimostrare una serie di penosi fallimenti. Il primo fallimento è quello della politica regionale: il Put è una legge della Regione, ma esponenti politici, amministrativi e funzionari, hanno pervicacemente ignorato e contrastato il preciso dettame di una legge chiara ed ineludibile. Per costruire legittimamente l'Auditorium sarebbe stata necessaria l'approvazione di una specifica variante del Put da parte del consiglio regionale. Ma non si è voluto seguire questo percorso obbligato, l'unico ammissibile secondo legge. Il secondo fallimento è quello a carico della soprintendenza per i Beni architettonici di Salerno ed Avellino: sarebbe stato suo preciso dovere istituzionale difendere a spada tratta il Put. Ma non è stato fatto. Il terzo penoso fallimento è quello della giustizia amministrativa, definibile, ad essere buoni, confusa e contraddittoria: perché il Consiglio di Stato ha annullato una sentenza con una motivazione (la mancata chiamata in causa della Soprintendenza) già discussa in precedenza e ritenuta irrilevante dal Tar? Perché trascurare invece platealmente la evidente illegittimità di una opera pubblica non permessa dal Put? Ma infine il fallimento più dannoso ed imperdonabile è quello di una politica assolutamente miope, trascinata anche ad iniziative illegali in aperta contraddizione con se stessa. Ciò genera nei cittadini sconforto e sfiducia, sentimenti purtroppo ben più esiziali di quanto possa arrecare una discutibilissima architettura di un'opera illegittima.
NAPOLI - L'Auditorium di Ravello non rispetta il Put
L'Auditorium di Ravello è un'opera illegittima e incongruente con il paesaggio naturale e umano del luogo. La sua realizzazione è stata ostacolata da Italia Nostra, che ha presentato ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar, ma la realizzazione dell'Auditorium è comunque avvenuta. La politica regionale, la Soprintendenza per i Beni architettonici e la giustizia amministrativa sono state tutte colpevoli di fallimenti. La politica assolutamente miope e trascinata da iniziative illegali ha generato sfiducia e sconforto tra i cittadini.
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