Lecce La GdF di le ha rinvenute nella casa di un gioiese GIOIA DEL COLLE- Da 19 anni mancavano all'appello dalla Chiesa di San Giorgio Melpignano, ma le speranze di ritrovarle non erano mai morte. Cosi il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia Finanza di Lecce, con un vero e proprio blitz ha ritrovato tre preziose tele, nell'abitazione di un gioiese, E D. insegnante in pensione con l'hobby dell'archelogia. Al collezionista, nella sua dimora della periferia gioiese, è stato sequestrato un vero e proprio tesoro dal valore inestimabile. Le fiamme gialle, che da tempo seguivano un filone d'indagine legato ai furti sacrileghi, hanno rinvenuto nell'abitazione dell'uomo anche 200 reperti di interesse archeologico, provenienti da scavi clandestini, perpetrati forse nell'area archeologica di «Monte Sannace». Gli oggetti che coprono un arco cronologico che va dal VI al II secolo a.c., sono vasi di produzione «corinzia», «attica» e di produzione locale («apula» e nello stile di «Gnathia»). Inoltre sono stati rinvenuti cinque fogli di carta pergamena miniati corali e cioè vale a dire dei cosiddetti canti gregoriani. Ma la storia delle tre tele recuperate, (si tratta di tre dipinti antichi, olio su tela del XVIII secolo, due dei quali rappresentano la «Madonna con Angeli» e «Cristo alla Croce con le pie donne», di scuola Solime-nesca, di pregevole fattura artistica, di un ignoto pittore Salentino, mentre la terza tela, invece, raffigura l'«Annuncia-zione di Maria»), ha commosso l'intero centro di S. Giorgio Melpignano che nella notte tra il primo e due maggio del lontano 1985 si svegliò con la notizia del furto sacrilego delle tele custodite nel duomo della città. Ma come sono giunte a Gioia del Colle? Secondo gli investigatori, il gioiese che ha raccontato di essere un appassionato di arte e cultura, avrebbe acquistato le tele diversi anni fa da un mercatino locale nel Salente, portando nella sua abitazioni le opere. Opere di grandi dimensione che ora possono ritornare nella loro abitazione, la chiesa matrice salentina. -Al vaglio della Guardia di Finanzia ora c'è l'ipotesi di un e-ventuale complice che avrebbe potuto aiutare il docente al recupero dei vari pezzi, e soprattutto ora si cerca il libro dal quale sono stati strappati i canti gregoriani. La vicenda è seguita dal Pm inquenrente Donatina Buffelli.