Pene e sanzioni pesanti per chi detarpa beni pubblici e privati. Il messaggio della Commissione Giustizia del Senato a vandali e graffitafi selvaggi arriva forte e chiaro: nove mesi di reclusione o multa da 258 euro a 2582 euro per chi imbratta o deturpa cose mobili o immobili. Il disegno di legge sull'artìcolo 639 del codice penale approvato dalla Commissione costituisce un giro di vite contro il fenomeno, sempre più frequente, del vandalismo e del degrado cittadino. Le sanzioni non riguardano solo palazzi e monumenti, «ma anche muri pubblici e privati, tram, bus, panchine e attrezzature per il tempo libero» spiega il senatore e vicesindaco di Milano, Riccardo De Corate, che ha presentato il ddl. Naturalmente il deturpamento di beni artistici, storici e ambientali viene punito in modo ancora più severo: la reclusione va da un minimo di tre mesi ad un massimo di due anni, la multa da 774 a 2582 euro. «E' una prima risposta ad atti vandalici che non si possono giustificare in alcun modo» commenta De Corato sicuro che la mano pesante sia l'unica strada che può dare risposte concrete al problema. «Sono convinto - ha concluso il vicesindaco - che la possibilità di incorrere in sanzioni più o meno pesanti può funzionare da deterrente e tutelare sia i beni destinati al servizio pubblico che quelli privati». E a scorrere il testo, che dovrà passare al vaglio della Camera, ci sono tutti gli ingredienti per parlare di tolleranza zero verso imbrattatori e vandali: la sanzione in denaro infatti scatterà solo nei casi in cui l'autore del reato provvederà alla riparazione del danno attraverso il risarcimento o il ripristino del bene nello stato iniziale. Diversamente la pena prevista sarà la reclusione.
Pene più severe ai graffitari
La Commissione Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che prevede sanzioni pesanti per chi detarpa beni pubblici e privati. Le sanzioni possono arrivare fino a 2582 euro e includono la reclusione da 9 mesi per i casi meno gravi. Il deturpamento di beni artistici, storici e ambientali viene punito con sanzioni più severe, fino a 2 anni di reclusione e 2582 euro di multa. Il disegno di legge è stato presentato dal senatore Riccardo De Corate e mira a contrastare il fenomeno del vandalismo e del degrado cittadino. Le sanzioni includono anche la possibilità di risarcimento o ripristino del danno, mentre in casi più gravi prevale la pena di reclusione.
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