L'obelisco di Axum, promesso all'Etiopia mesi fa, giace nel cortile di una caserma romana della Polizia: mancano i fondi per il trasporto. Doveva partire per l'Etiopia in marzo, ancora non si trova un aereo sufficientemente grande per il viaggio Giace a pezzi in una caserma di polizia. «Mancano i dieci milioni di euro per il trasporto» L'Obelisco di Axum nascosto dai ponteggi serviti a smontarlo. La stele regale è destinata all'Etiopia, secondo un accordo Internazionale firmato nel 1997 da Scalfaro, allora Capo dello Stato LA PUNTA DELL'OBELISCO La testa della stele di Axum smontata a novembre dell'anno scorso. Lo smontaggio, operazione piuttosto complicata, era stato eseguito grazie all'intervento di gru gigantesche e sofisticate apparecchiature elettroniche prese a noleggio per l'occasione ROMADoveva partire per l'Etiopia nel marzo scorso e invece l'Obelisco di Axum è ancora alla periferia di Roma. Smontati da Piazza di Porta Capena nel novembre del 2003, impacchettati con tela cerata per preservarli dalle intemperie, i tre tronconi di granito sono stati scaricati nel cortile della caserma di polizia di Ponte Galeria. E lì giacciono in attesa dell'imbarco per il Paese di origine. C he nessuno è ancora in grado di prevedere, a causa di problemi diversi, la cui soluzione coinvolge ben tre ministeri. A cominciare da quello del Tesoro, che dovrebbe assegnare dieci milioni di euro per coprire le spese di trasporto, restauro e rimontaggio della stele nella piazza di Axum. Quando il Consiglio dei ministri, presieduto da Silvio Berlusconi, dette il via libera ali restituzione, il 19 luglio del 2002, la cifra prevista era molto più bassa. Il governo stanziò infatti un milione e mezzo di euro, che doveva bastare per l'intera operazione. A far lievitare i prezzi sono subentrate una serie di difficoltà tecniche. La prima è quella di reoerire un aereo in grado di sollevare i tre tronconi dell'obelisco, che pesano rispettivan-mente 48,65 e 87 tonnellate. « Gli unici aerei in grado di sollevare fino a 100 quintali sono gli americani Galaxy e i russi Antonov» precisa il professor Giorgio Croci, che ha guidato l'equipe dei tecnici incaricati dello smontaggio. «Ma l'aeroporto di Axum spiega ancora Croci costruito cinque anni fa, in previsione del ritorno della stele, ha difficoltà a far atterrare vettori con peso superiore alle 55 tonnellate. Si trova a 2300 metri sul livello del mare e la rarefazione dell'aria a questa altitudine obbliga gli aerei a scendere più velocemente e questo ha creato dubbi sulla lunghezza della pista». Anche perché non si tratta di fare un unico attcrraggio, ma ben quattro voli consecutivi: uno per ogni blocco di obelisco e un altro per le attrezzature. I tecnici si devono portare dietro anche le gru per tirare giù i tronconi dall'aereo, i carrelli speciali e i camion per il trasporto dall'aeroporto alla piazza di Axum. Il ministero degli Esteri ha inviato in missione una squadra di tecnici a far sopralluoghi e ha cominciato la ricerca degli aerei. Scoprendo che i Galaxy sono tutti impegnati in Iraq, a tempo indeterminato. Ci sarebbero disponibili gli Antonov, ma per imbarcare i tronconi dell'obelisco bisogna renderli leggeri il più possibile. Come? «Togliendo l'imbracatura in metallo in cui li abbiamo avvolti al momento dello smontaggio e sostituendola con una meno pesante. Almeno un mese di lavori» specifica Simone Pietro Lattanzi, titolare dell'impresa omonima che a novembre ha smontato l'obelisco a Piazza di Porta Capena e nei giorni scorsi è stata incaricata di effettuare il trasporto. Lavori che avverranno sotto il controllo del ministero dei Beni culturali. Così come le operazioni di imbarco. Ma conoscere una data non è possibile. «Tutto dipende dai monsoni» fa sapere Giuseppe Proietti, direttore generale del ministero. In questo periodo in Etiopia c'è la stagione delle piogge e l'aeroporto di Axum non è praticabile. Non se ne parla prima di settembre». «A noi hanno detto che non se ne parla prima del 2005» fa sapere Taka Taekegne, responsabile delia comunità etiopica in Italia. Il motivo del ritardo? «Dicono che dipende dall'impegno americano in Iraq, dato che l'aereo da trasporto sarà un Galaxy e tutti i vettori di questo tipo sono occupati laggiù».