Ecco chi ci rimette nella pubblica amministrazione dopo la manovra. Il dl 168 alla camera il 217 Consumi e investimenti ridotti per tutti del 36 e del 30 Il ministero della difesa a subire la sforbiciata più ampia alle risorse in dotazione: un taglio da oltre 1,8 miliardi di euro, che colpirà le cosiddette spese non obbligatorie del dicastero e cioè in gran parte i consumi ministeriali intermedi (-1,4 mld) e, in seconda battuta, gli investimenti fissi (- 666 min). Subito a ruota segue il dicastero dell'economia che immola sull'altare del risanamento 1,2 mld di euro: qui i sacrifici maggiori riguardano i contributi in conto interessi alle imprese (-90,9 min), le riserve di spesa (-180 min), ma anche i fondi speciali da sbloccare in soccorso degli altri di-casteri (-239 min). È quanto si evince dalla lettura della tabella allegata al decreto legge n. 168 del 12 luglio 2004, pubblicato sul supplemento ordinario n. 161 alla Gazzetta Ufficiale del 1272004, che dispone tagli proporzionalmente uguali per tutti alle spese dei ministeri considerate non obbligatorie. I dati (riportati in tabella) sono in valore assoluto; di conseguenza potrebbero avere incidenza differente a seconda di ciascun budget ministeriale. Complessivamente il risparmio ottenuto ammonta a oltre 4,2 mld di euro. Di fatto, la manovra correttiva (che andrà all'esame della camera il 21 luglio) avvia un processo di razionalizzazione della spesa pubblica, in ottemperanza alle richieste dell'Unione europea. Ma i tagli non sono finiti. A fine anno giungerà, con la Finanziaria per il 2005, un nuovo decreto taglia-spese che dovrebbe concorrere a realizzare una nuova manovra da 30 mld di euro, il cui impatto potrebbe essere così definito: 12 mld di euro in relazione al minor gettito derivante dalla riforma fiscale; 12 mld di euro ricavati dal decreto taglia-spese e da misure come i condoni; 6 mld di euro derivanti da spesa in infra-strutture e altri oneri a carico dello stato. Ma torniamo ai tagli di oggigiorno. I consumi non obbligatori del ministero della giustizia subiranno una decurtazione da 126 min di euro; in totale al dicastero verranno revocati 155 min. Ben maggiori sono i tagli che riguardano i dicasteri dell'ambiente e delle infrastnitture. Al primo la manovra aggiuntiva ha sottratto 289 min di euro; il grosso dei «risparmi di spesa» riguarda la difesa del suolo (-192,98 min). Al secondo sono stati invece «sfrondati» 235,4 min di euro, di cui 88 min a carico delle autorizzazioni di spesa per investimenti in opere pubbliche e oltre 120 min decurtati dalla voce «investimenti fissi».
Tagli ai ministeri, percentuale fìssa
Il decreto legge n. 168 del 2004 prevede tagli alle spese dei ministeri considerati non obbligatorie. Il ministero della difesa subisce il taglio più ampio, con una riduzione di oltre 1,8 miliardi di euro. Il dicastero dell'economia immola 1,2 miliardi di euro, con tagli ai contributi in conto interessi alle imprese, alle riserve di spesa e ai fondi speciali. I tagli ammontano complessivamente a oltre 4,2 miliardi di euro.
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