Eccezionale scoperta archeologica: trovati i resti di un asiatico SCHIAVO, di origine asiatica e vissuto nel periodo tra primo e secondo secolo dopo Cristo.È l'identikit del primo "immigrato" in Puglia, risalente a duemila anni fa e scoperto da una ricercatrice canadese analizzando il Dna di resti umani trovati nel sito archeologico di Vagnari, a dodici chilometri da Gravina di Puglia, in provincia di Bari. Dallo studio, pubblicato sul Journal of Roman Archaeology e che sarà presentato a marzo in un congresso ad Oxford, è emerso che circa il 20 per cento degli uomini trovati nelle tombe scoperte non era originario della zona e almeno uno proveniva dall'est dell'Asia. «Le analisi sono ancora preliminari - spiega la coordinatrice dello studio, Tracy Prowse - mai risultati sono allettantie dimostrano che una parte significativa della popolazione era immigrata anche da paesi lontani dai confini dell'impero Romano. Questo - evidenzia - pone nuove questioni sulla globalizzazione e sulla mobilità dell'epoca». Lo studio a Vagnari ha preso in esame il Dna mitocondriale, ritenuto il più "antico" fra i vari tipi presenti nell'organismo, estratto dalle ossa. L'analisi della distribuzione dei vari isotopi dell'ossigeno presenti, ha permesso di concludere che almeno uno dei cadaveri esaminati aveva origini dell'Asia dell'est. «L'uomo è probabilmente vissuto fra il primo e il secondo secolo dopo Cristo - aggiunge l'esperta - ma non possiamo dire se è arrivato da solo o è il figlio di persone giunte in precedenza. Probabilmente era uno schiavo o un lavoratore umile, visto che nella sua tomba c'era una sola pentola con il cibo destinato al "viaggio" nell'aldilà e soprattutto dato che sopra il suo sepolcro ce ne era un altro appartenente a un'altra persona». Il cimitero del sito archeologico di Vagnari, circa dodici chilometri a ovest di Gravina di Puglia, è stato scoperto nel 2002 da un gruppo di ricercatori britannici e da allora è sede di uno studio del gruppo di ricerca dell'università Mcmaster di Hamilton, nell'Ontario. Le tombe trovate contengono i resti di settanta persone e durante quel periodo, Vagnari era una tenuta di proprietà imperiale e controllata sul posto da un amministratore locale. I lavoratori erano impiegati nelle attività industriali del sito, compresa la fusione di ferro e la produzione delle piastrelle, utilizzate per gli edifici di copertura sul sito e come copertura per le persone sepolte nel cimitero. Alcune piastrelle rinvenute nei dintorni dell'intera area, sono contrassegnate con "Grato Caesaris", ovvero "schiavo dell'imperatore". L'imperatore della prima "globalizzazione".