Restituire la notte a piazza Vetra. Togliere, dopo quasi cinque anni, la recinzione al parco delle Due Basiliche. Diluire il popolo del divertimento in un'area più ampia, per decongestionare le Colonne di san Lorenzo. La proposta lanciata da Repubblica come tema di discussione piace all'opposizione a Palazzo Marino e ai residenti che a suo tempo si opposero alla gabbia della Vetra, ma si scontra in giunta con un muro impenetrabile. Il più laconico è il vicesindaco Riccardo De Corato: «Non è all'ordine del giorno». E non vuole aggiungere nulla di più. Quando risponde, De Corato la sua ricetta l'ha già esposta. Orario prolungato per i locali (come gli esercenti chiedono dal '94) e ultimatum alle consumazioni all'aperto, come egli stesso minacciava due anni fa, tuonando: «Potremmo vietarle come ha fatto a Genova il sindaco Pericu». Bisogna capirlo, il vicesindaco. La cancellata di piazzaVetra è per lui come la riduzione delle tasse per Berlusconi, un cavallo di battaglia personale. Nel 2000 la mostrò anche a Gianfranco Fini, che la definì «un fiore all'occhiello per l'amministrazione comunale e per il nostro partito». Sulla stessa linea gli altri assessori interessati alla vicenda: Guido Manca (Fi), assessore alla Sicurezza: «Non se ne parla proprio, abbiamo risanato il parco delle Due Basiliche e i milanesi lo apprezzano così. Togliere la cancellata sarebbe un arretramento che non consideriamo». Cauto Roberto Predolin (An), assessore al Commercio: «È un'idea quantomeno prematura, alla Vetra si ripresenterebbero i problemi di ordine pubblico che c'erano prima. Verifichiamo prima cosa succede alle Colonne con i nuovi provvedimenti». Articolata l'opinione di Guido Gallerà (Fi), assessore al Decentramento: «Mi sono opposto alla cancellata, ritenendo la Vetra una piazza e non un parco e convinto che i problemi che si cercava di affrontare non si risolvessero così. Allo stesso modo, però, penso che riaprire la Vetra di notte non risolverebbe i problemi di oggi, gli schiamazzi e i tappeti di cocci di bottiglie. Possiamo tenere i clienti dentro i locali fino alle 4, vietare l'uso delle bottiglie all'aperto, ma ora come cinque anni fa è decisivo un più efficace intervento delle forze dell'ordine. E chi compra casa non dica di non sapere che quel quartiere vive anche di sera». Ci sono punti di contatto con l'opinione di Stefania Fuso Nerini, del comitato Vivere piazza Vetra, che si battè strenuamente contro la cancellata: «Più che il recinto, alla Vetra pensavamo alla presenza della forza pubblica per permettere la convivenza di individui con esigenze differenti». Cioè chi beve chi suona e chi dorme. Invece la cancellata, secondo la teoria della bacinella, ha solo spostato l'acqua secondo la nuova inclinazione. I bonghisti sono finiti alle Colonne e ora pure lì qualcuno, per disperazione, invoca la recinzione del monumento romano. «È chiaro continua la Fuso Nerini che sulla rimozione dei cancelli siamo d'accordo, poi però se i ragazzi fanno dei luoghi di aggregazione (che peraltro a Milano mancano) un uso sbagliato, non credo sia una colpa pensare che un bongo suonato alle 2 di notte si possa sequestrare. Il Comune, piuttosto, sul rumore ha sempre sostenuto di non potere fare nulla, anche negli ultimi incontri dicevano che il baccano andava certificato con i fonometri». Tutto sembra dunque ripetersi immutabile, due mesi di fuoco in primavera-inizio estate e poi un lungo sonno fino al prossimo anno. Beh, non è proprio tutto uguale. L'esodo estivo dei bonghisti sembra rimandato, a giudicare dalla performance notturna dell'ultimo weekend: «Non sono ancora migrati nella valle della Luna nella Bergamasca, il posto di ritrovo dei fricchettoni spiega Davide Tinelli, consigliere di Rifondazione . Forse risentono della crisi economica pure loro. Togliere la recinzione alla Vetra è ragionevole, non è servita a nulla se non a privatizzare per i pochi che ci abitavano intorno un parco pubblico, facendo salire il valore dei loro appartamenti». Il verde Maurizio Baruffi, nel dire sì alla riapertura della Vetra, ricorda che i vituperati bonghisti, a differenza di certi localari middle o upper class che affollano i pub, «non hanno mai provocato una rissa, è gente mite. Per far rispettare il parco ci vorrebbe una unità mobile come quella dell'assessorato ai Giovani in Campo dei Fiori, a Roma. La convivenza si realizza meglio con il dialogo che con continue prove di forza». Per la leghista Laura Molteni,«il parco sarebbe meglio senza cancellate ma la sicurezza viene prima di tutto». Marilena Adamo, consigliera diessina, il recinto lo trova semplicemente «una vergogna». E punzecchia la giunta: «Abbandona la tolleranza zero sul traffico e le multe, per i locali invece minaccia sanzioni, ma prolungando l'apertura. Dov'è la coerenza?».
Parco delle Basiliche, no alla riapertura
Il Comune di Milano ha lanciato una proposta per togliere la recinzione al parco delle Due Basiliche, noto come piazza Vetra, dopo quasi cinque anni. La proposta è stata accolta dall'opposizione e dai residenti che si opposero alla gabbia della Vetra, ma si è incontrata con un muro impenetrabile in giunta. I vicesindaco Riccardo De Corato e gli altri assessori interessati alla vicenda hanno espresso le loro opinioni, con alcuni che ritengono che la cancellata sia un arretramento e altri che ritengono che la sicurezza sia la priorità.
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