Assessore regionale indagato si dimette, Martini lo conferma FIRENZE. Lottizzazioni concesse in cambio di viaggi e denaro. Questa l'ipotesi accusatoria della Procura di Firenze, che ha portato ieri alla notifica di 13 avvisi di garanzia. Tra gli indagati l'assessore a cultura, turismo e commercio della Regione Paolo Cocchi, che si è subito dimesso. Ma Martini gli ha confermato la fiducia. Indagato l'assessore regionale Cocchi La Procura: favori a imprenditori nelle lottizzazioni in Mugello Lui: mi dimetto, ma Martini gli rinnova la fiducia. Tra gli accusati anche il consigliere Parrini (Pd) FIRENZE. Nuove lottizzazioni concesse in cambio di viaggi, vacanze e denaro contante. Questa l'ipotesa accusatoria elaborata dalla Procura di Firenze, che ha portato ieri mattina alla notifica di 13 avvisi di garanzia nei confronti di imprenditori e amministratori pubblici del Mugello, tra cui anche l'assessore alla cultura, turismo e commercio della Regione Toscana Paolo Cocchi, sindaco di Barberino dal 1990 al 1999, e il consigliere regionale Gianluca Parrini (Pd). I reati contestati vanno dall'abuso di ufficio (per Cocchi e Parrini) alla corruzione. Cocchi ha rimesso il mandato a Martini, che però gli ha rinnovato la fiducia. Al centro dell'inchiesta, che ha dato origine anche alla perquisizione da parte della polizia stradale (l'indagine è partita a seguito di presunte irregolarità connesse alla realizzazione della viabilità di servizio al cantiere autostradale della Variante di valico dell'A1) di uffici e appartamenti intestati ai diversi inquisiti nella provincia di Firenze, risulta l'autorizzazione a costruire rilasciata dall'amministrazione comunale di Barberino del Mugello per cinque differenti manufatti. Gli immobili sarebbero dovuti sorgere su altrettanti terreni, di proprietà, sostengono gli inquirenti, di persone legate agli indagati: nell'ordine si tratterebbe dell'allargamento del già esistente outlet, della realizzazione di una scuola, di nuovi uffici e appartamenti nonché di una discarica. Per quest'ultimo episodio è stato appunto iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di abuso di ufficio e concorso in abuso di ufficio l'assessore regionale del Pd Cocchi: secondo gli uffici della procura fiorentina, Cocchi avrebbe svolto "pressioni illecite" sull'ex sindaco di Barberino del Mugello Gianpiero Luchi, rimasto in carica fino al 2009, affinché posizionasse il deposito di inerti previsto come onere di urbanizzazione del cantiere autostradale, in un terreno di proprietà del suo amico imprenditore Danilo Cianti. Da questi Cocchi, in cambio del favore, si sarebbe poi fatto offrire un soggiorno di due giorni presso la Grotta Giusti di Monsummano Terme. «Confermo - ha dichiarato Cocchi - di aver trascorso, dopo sue ripetute insistenze, un weekend assieme a Danilo Cianti presso lo stabilimento termale: d'altronde siamo amici da trent'anni, affermassi il contrario a Barberino mi sconfesserebbero immediatamente». I suggerimenti dati all'ex sindaco Luchi avrebbero cioè fatto parte di una lunga serie di consulti, che sono intercorsi fra i due amministratori. «La località dove è stato deciso di insediare la discarica - ha sottolineato Cocchi - era già prevista da molto tempo nei piani dell'amministrazione comunale, semplicemente perché la più congeniale ad accogliere tale funzione». Paolo Cocchi, tenendo a fugare ogni dubbio sulla liceità della sua condotta, ha confessato di sentirsi totalmente tranquillo e sereno dinanzi alle accuse rivolte nei suoi confronti: «Aspetto con cristiana rassegnazione tutti gli accertamenti del caso che, sono certo, si risolverà con una vera e propria certificazione di onestà». A suo sostegno è direttamente intervenuto anche il presidente della Regione Claudio Martini: «Ho fiducia nella correttezza di Cocchi che per questo invito ad andare avanti nel suo ruolo di assessore.La magistratura faccia però chiarezza al più presto sull'intera questione». Intanto il Pdl toscano parte all'attacco, ricordando come quella venuta alla luce ieri sia «l'ennesima indagine nel settore urbanistico dopo Campi Bisenzio, Montespertoli e la stessa Firenze» che coinvolge amministratori e politici del centrosinistra.