Savona da sempre contraria alla torre-faro ideata dal famoso architetto pablo calzeroni Savona. Il ciclone Fuksas segue una legge rubata alla fisica dell'indifferenza. Il rapporto fra il grande nome dell'architettura mondiale e i savonesi non è un amore mancato. Semplicemente non esiste. Eppure Massimiliano Fuksas è rimasto impigliato nelle trame della città per ben tre anni. Anni in cui, come lui stesso ha spiegato ieri su queste pagine, ha cercato di farsi capire. Di spiegare alla Savona dei piccoli numeri («non è certo da questa città che dipende il mio futuro») il valore innovativo del progetto che doveva cambiare il volto della Margonara. «Basta - ha detto una volta per tutte - Savona non mi ha capito. Me ne vado». E la maggior parte dei savonesi, a caldo, gli risponde così: «Se ne vada pure. Non abbiamo bisogno né di lui né del suo progetto». La causa dell'incontro mancato fra i savonesi e il maestro di fama internazionale è alta 120 metri. Si tratta della torre-faro che doveva sorgere direttamente dal mare: «Una novità assoluta dal punto di vista progettuale», per l'architetto. «La rovina del paesaggio», per moltissimi cittadini. «Questa città non ha bisogno di un grattacielo stile Dubay - spiega Luigi Galbiati, 76 anni, pensionato - Se proprio si deve costruire, lo si faccia in luoghi più appropriati e con un altro architetto». L'idea è che il paesaggio costiero di Savona non sia adatto a un intervento così invasivo: «La Margonara deve essere valorizzata con opere adeguate - dice Giuseppe Lagostena, 62 anni - Il punto è che Fuksas non ha capito che cosa sia Savona. Io amo questa città e vorrei che si lavorasse di più per rimettere in sesto le sue strade e il suo porto storico. Non si può proporre miracoli senza tenere conto dell'equilibrio che ci deve essere fra passato e futuro». In breve: anche l'occhio vuole la sua parte: «Ero contrario fin dall'inizio all'idea di Fuksas - dice Giovanni Scarzolo, 58 anni, una vita nell'edilizia - Quella torre non era assolutamente coerente con la nostra costa e il nostro mare». Ma c'è di più: «Non mi interessa che Fuksas abbia deciso di mollare il progetto. Anzi: il progetto a questo punto può passare nelle mani di qualche architetto savonese. Ce ne sono tanti in giro, Bravissimi, ma poco considerati». Un altro tema importante che emerge dalle discussioni dei savonesi riguarda l'utilità economica del porticciolo pensato da Fuksas: «Al di là della bruttezza o meno del progetto - si chiede Marco Lodovici, 49 anni - che cosa volevano metterci in quella torre? Uffici, strutture ricettive, negozi appartamenti?». Una domanda condivisa da molti esercenti della città: «Attenzione a mettere in piedi altri progetti mastodontici - dice un tabaccaio del centro storico che vuole rimanere anonimo - Prima sarebbe opportuno far decollare del tutto la torre di Bofill vicino al Palacrociere». Antonio, 59 anni, impiegato: «Non abbiamo bisogno degli insegnamenti di Fuksas. E a chi lo sostituirà voglio dire una cosa: il porticciolo della Margonara è inutile. Si valorizzi invece il porto che già esiste». Ma non tutti la pensano in questo modo. Per alcuni savonesi il ciclone Fuksas ha il merito di rivelare un'altra serie di problemi: «Savona è antica e soprattutto di ristrette vedute - dice Lisa Zamboni, 23 anni - Quel progetto non faceva del male a nessuno. Anzi. Avrebbe portato una ventata di novità». Una posizione che trova consensi nell'ambiente dell'architettura savonese: «Oggi si celebra il funerale del mai nato porticciolo di Fuksas - scrive Nicoletta Negro su Facebook - La Liguria si merita di rimanere un paese di vecchi. Peccato».