Vertice tra esperti di Comune, Soprintendenza e Università. Si parte dal Foro Italico SARANNO le palme dattilifere a prendere il posto di quelle canariensi, aggredite e uccise negli ultimi quattro anni dal punteruolo rosso. È questo l'orientamento emerso dal primo incontro per la riqualificazione del verde cittadino. All'incontro hanno preso parte l'assessore comunale ai Parchi, Francesca Grisafi, il dirigente dell'assessorato Ambiente, Domenico Musacchia, i docenti Giuseppe Barbera e Silvio Fici per l'Università, Adelaide Catalisano per la Soprintendenza, un biologo e un agronomo per il gruppo Parchi e riserve del Comune. Sono quattromila le palme abbattute nell'area urbana, ma finora non era stato mai posto il problema delle sostituzione. La città nel frattempo ha perduto un elemento caratteristico del paesaggio, espressione di pura tropicalità. Palme storiche come quella di Palazzo Ajutamicristo o del Villino Lima Mancuso sono state abbattute, insieme con altre più giovani ma di grande effetto scenografico come quelle di Porta Felice. Adesso Palermo sembra intenzionata ad avviare un percorso di "risarcimento" con la piantumazione delle dattilifere, presenti in gran numero a Villa Bonanno. L'idea è partita da Università e Soprintendenza, che hanno evidenziato come la dattilifera si sia mostrata resistente agli attacchi del rincòforo. Sarà probabilmente il Foro Italico uno degli spazi dai quali partirà la sperimentazione, che riguarderà anche altre palme meno impiegate, tra le quali la palma nana, e comunque piante prive di polloni basali, in modo da scoraggiare l'ingresso del parassita. A questo punto bisognerà vedere come reperire le risorse, visto che le palme hanno costi notevoli. L'assessore Grisafi, dal canto suo, concordando sulla scelta di altre palme, insiste sulla necessità di impiego di essenze locali come l'arancio amaro, il carrubo, l'alloro, il leccio. Il professore Barbera suggerisce di impiegare alberi più frondosi, in grado di fare da scudo all'inquinamento atmosfericoe acustico. In città si contano i superstiti dell'infestazione: una palma di quasi cent'anni è fra i ruderi di Palazzo Papè di Valdina, di fronte alla Biblioteca centrale della Regione, sul Cassaro. Intatte a Villa Giulia una quindicina di palme storiche: forse gli altri alberi fanno da schermo e confondono gli odori al punteruolo. «È un'ipotesi plausibile, cui lavoriamo da tempo - dice Stefano Colazza, docente di Entomologia ad Agraria - ma occorrono conferme».
La strategia del dopo-punteruolo "Pianteremo palme dattilifere"
Il Comune di Palermo ha deciso di piantare nuove palme dattilifere a sostituire quelle uccise dagli attacchi del punteruolo rosso. L'incontro tra esperti di Comune, Soprintendenza e Università ha evidenziato la resistenza delle dattilifere agli attacchi del parassita. Il Foro Italico sarà uno degli spazi per la sperimentazione con altre palme meno impiegate. L'assessore Grisafi insiste sull'uso di essenze locali come l'arancio amaro e il carrubo. Il professore Barbera suggerisce l'impiego di alberi più frondosi per proteggere l'inquinamento atmosferico e acustico.
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