Sono meridionale e ben comprendo quanto, a volte, la nostra matrice pessimista ci spinga verso il tentativo di cercare, soprattutto nella gioia, momenti di sconforto. Come se nessuna gioia dovesse essere piena. E veniamo ai punti. Purtroppo, per le vigenti norme di sicurezza, il sipario tagliafuoco deve restare abbassato sino a prima dell'inizio dello spettacolo. È legge che tocca tutti i palcoscenici da Napoli a Milano a Palermo. Un sipario tagliafuoco che, nella ristrutturazione della scena, occupa lo spazio che aveva in precedenza. Il Mancinelli, dicevo, è ben sistemato e protetto in palcoscenico. I nuovi modernissimi motori ci permetteranno di spostarlo con rapidità e sicurezza. Sarà utilizzato, come sempre, per i concerti di solisti; sarà utilizzato ogni qualvolta la sala e la scena dovranno fare bella mostra; sarà utilizzato per le grandi manifestazioni. I nuovi motori del palcoscenico, precisi al millimetro, ci permetteranno di avere particolarmente cura di questa tela, perché proprio per le passate movimentazioni è stata riscontrata una deformazione del telaio di irrigidimento (messo in opera proprio nei vecchi restauri citati dal dottor Canessa) che sarà curato nel restauro definitivo. È questa la notizia che volevo dare tra pochi mesi: sotto l'occhio attento della Soprintendenza a breve inizieremo l'ultima fase di restauro della tela. L'impegno economico non è indifferente e useremo la stessa cura, e lo stesso amore, che abbiamo posto nel restauro del velario del Cammarano che oggi, finalmente pulito, dà un meraviglioso cielo al Teatro. Sui tipi di alzate del sipario vorrei ricordare che esso, già da anni, si muove solo «a ghigliottina». L'alzata «all'italiana» fu inibita già molto tempo fa. Mi dispiace che la storica passione per il San Carlo alle volte possa far perdere di vista la veridicità delle notizie che si pubblicano. E in questo sono in torto io, e ne chiedo scusa, per non aver potuto invitare il dottor Canessa a una visione privata dei lavori di ristrutturazione né alla prima de «La clemenza di Tito». Rimedierò quanto prima. Commissario straordinario del Teatro San Carlo