Il nuovo Codice per i Beni culturali ripercorre i tratti fondamentali della realtà museale bresciana «Ha anticipato la legge sul concorso pubblico-privato» Il Museo di Santa Giulia, fiore all'occhiello della città di Brescia Brescia città all'avanguardia a livello nazionale nella gestione de patrimonio storico artistico e museale. E' quanto emerge dal Nuovo Codice per i Beni Culturali e Paesaggistici varato dal Ministero per i Beni e lo Attività Culturali, uno strumento che, se da un lato aggiorna le norme risalenti al 1939, dall'altro non rappresenta nulla di nuovo por nostra città che da tempo aveva intuito in quale direzione bisognasse lavorare por dare maggior lustro al patrimonio artistico cittadino. Il nuovo codice - che prevedo la «semplificazione legislativa» coinvolgendo Regioni, Enti Locali, associazioni, consorzi , società di capitale e altri soggetti pubblici e privati - riprende a distanza di un anno le intuizioni e le motivazioni ohe hanno portato fin dal gennaio 2004 alla nascita di Brescia Musei Spa, sbocco logico e razionalo dell' esperienza di partnership pubblico-privato definita come «una struttura operativa parallela che agisca in stretta collaborazione con il Settore Musei d'Arte e Storia per compiti attuativì, così da far convergere nella stessa tutti quegli aspetti relativi a promozione, comunicazione e marketing estremamente rilevanti in un moderno sistema museale». Dunque, nuovo il Codice nazionale, in ritardo di un anno rispetto all'esperienza bresciana che con la Spa ha anticipato un innovativo soggetto giurudico che deve operare secondo criteri di economicità ed efficienza, con lo scopo di ridurre i costi fissi di gestione del sistema museale. Unità d'intenti che dovrebbe portare a disporre di risorse anche per nuovi interventi, in linea con i mutamenti negli anni della natura stessa dei musei. A Brescia si è capito in anticipo che una gestione diretta dall'onte pubblico non consente più di avere la necessaria versatilità su molti aspetti di primaria importanza, su tutte la programmazione pluriennale delle attività, le procedure di gestione, il personale e i servizi museali aggiuntivi, la promozione e il marketing e la ricerca di sponsorizzazioni. Condizioni fondamentali su cui Brescia si è presentata con grande anticipo a livello nazionale. «L'esempio di Brescia Musei Spa dimostra quanto previsto dal nuovo Codice - rivela il professore Pietro Oraziani Dirigente Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - . La semplificazione più rilevante e nell'avere immaginato un corpus unico di tutte le leggi in materia, prima distribuite in una miriade di disposizioni, avoro poi aggiornato molte norme al nuovo assetto costituzionale intervenuto a seguito della riforma del 2001, che consento di individuare un percorso di collaborazione tra Stato, Regioni od Enti Locali il cui ruolo dovrà essere più centrale e così lo ha delineato la carta costituzionale. Lo spirito è quello della leale collaborazione tra tutti i soggetti. Il concetto di Gestione diretta e indiretta significa solo che, dato per definito il concetto di tutela e i relativi vincoli, nulla impedisce un percorso di responsabilità gestionali diverse, dove il ruolo del pubblico e privato ricerca, negli strumenti che l'ordinamento consegna, formule sempre più agili di partecipazione alla gestione di un così rilevante patrimonio».
Musei: Brescia è modello
Il Nuovo Codice per i Beni Culturali e Paesaggistici è stato varato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il codice riprende le intuizioni della città di Brescia, che aveva già anticipato la legge con la creazione di Brescia Musei Spa. Il nuovo codice prevede la semplificazione legislativa e la collaborazione tra Stato, Regioni, Enti Locali e associazioni. Il concetto di Gestione diretta e indiretta significa che il ruolo del pubblico e privato può variare, ma il concetto di tutela e vincoli rimane lo stesso. Il codice mira a ridurre i costi fissi di gestione del sistema museale e a disporre di risorse per nuovi interventi.
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