in ballo c'è il destino delle aree dell'ex ospedale di quarto Tursi : «Deve ospitare attività produttive». Fintecna: «Senza case non tornano i conti» DA LUOGO che Franco Basaglia definì«costruito per il completo annientamento dell'individualità» a residenze di lusso. Per Fintecna Immobiliare è questo l'unico modo per rientrare dell'ingente investimento per accaparrarsi, quasi due anni fa, i beni dell'Asl messi in vendita dalla Regione. Beni che comprendono anche l'ex manicomio di Quarto, assieme all'altro centro per disabili psichici di Pratozonanino il pezzo più pregiato dell'intero pacchetto. Ma il Comune di Genova la pensa diversamente: Urban Lab sta preparando la bozza di una delibera che sarà direttamente il sindaco Marta Vincenzi (delega all'urbanistica) a portare all'approvazione della giunta. Dentro non si parla di mutare la destinazione d'uso dei 24 mila metri quadrati di Quarto da "servizi" a "residenziale", come vorrebbe Fintecna, bensì di aprire alla sola possibilità di insediare tra via Maggio e via Redipuglia esclusivamente "attività produttive", vale a dire piccole aziende, uffici e al massimo strutture ricettive. «Gli edifici in oggetto sono vincolati, impossibile pensare di insediare lì realtà produttive - spiega un dirigente di Fintecna - L'acquisto del bene era stato spinto da altre prospettive». Ma l'architetto Pier Paolo Tomiolo, direttore dell'urbanistica comunale ribadisce: «Stiamo lavorando alla sola funzione di attività produttive. Che potrà comunque aprire allo sbarco di piccole attività industriali e a strutture alberghiere». Intanto si sbloccano i progetti per l'ex clinica San Giorgio, ad Albaro, e per gli ex uffici Asl di corso Gastaldi. Quattordici marzo 2008. Venticinque rilanci, gara vera. Alla fine il colosso parastatale Fintecna vince l'asta decisiva sul "locale" Vittorio Malacalza, rilancio definitivo 203 milioni di euro. Fintecna si porta a casa per una cifra che più tardi verrà definita irrisoria (ma il calo del mercato e le difficoltà sui cespiti più importanti parrebbe aver ridotto drasticamente il business) 300 "pezzi" tra terreni e palazzi sparsi per la regione. Tre mesi dopo un notaio celebra la fine della trattativa, col saldo dei 203 milioni di euro da parte di Fintecna Immobiliare e il trasferimento ufficiale degli immobili della cartolarizzazione a Valcomp 2, società interamente controllata da Fintecna Immobiliare. Dopo i primi contatti col Comune, Fintecna manifesta l'interesse a sbloccare la situazione e ad avviare il recupero dei beni. La filosofia è quella di svendere gli immobili piccoli e di riqualificare in prima persona - o comunque di vendere solo a varianti al piano regolatore ottenute - gli edifici più interessanti. Un fabbricato (ormai in sfacelo) del XVIII secolo in salita ai Bastioni 2 (sopra a San Bartolomeo del Fossato) è l'oggetto più imponente messo sul mercato tra le "minutaglie", ma Fintecna cerca acquirenti anche per otto appartamenti in via Casaregis, cinque in via Calcapere, uno in via Da Persico e uno in via Fereggiano (in vendita anche un negozio in via Armenia e un fondo in via Crimea). Diverso, profondamente diverso, è il discorso per l'ex manicomio di Quarto. «Attendiamo il progetto unitario che in base a un accordo dell'anno scorso Fintecna dovrà presentarci - spiega l'architetto Tomiolo - nell'edificio che avrebbe dovuto ospitare gli scienziati dell'Iit potrà trovare spazio un polo produttivo specializzato in nuove tecnologie oppure potranno trovar casa qui piccole strutture ricettive. La funzione residenziale era stata fin dall'inizio da noi esclusa, fatto salvo per le due piccole palazzine su via Maggio già in origine destinate ad alloggio per i medici». Niente case ad eccezione delle minuscole palazzine all'ingresso, dunque. Ma Fintecna non ci sta. «In quella zona non c'è accessibilità veicolare sufficiente, non abbiamo mai pensato di poter utilizzare quel bene per attività produttive - dicono dal braccio immobiliare del colosso industriale - noi abbiamo l'obbligo di realizzare su quel complesso un'operazione in grado di reggere. Così come si è impostata, non potremo farne praticamente nulla». Lo scontro tra Comune e nuovi proprietari di ex cliniche e ambulatori sembra imminente. Vicina allo sblocco, invece, la partita per trasformare in appartamenti l'ex clinica San Giorgio ad Albaro: il contenzioso con gli antichi proprietari di questa villa si è risolto con un accordo economico. Al posto degli uffici di corso Gastaldi, invece, inizieranno i lavori per creare nuovi appartamenti solo quando la società ckomunale Tono 2 e Fintecna chiuderanno sulla vendita, dai primi ai secondi, di una vicina proprietà utile a ricavare gli spazi per i parcheggi pertinenziali necessari. daniele grillo