EDILIZIA IN DIFFICOLTà GENOVA. «Duecento milioni di interventi sulle piccole opere. Una cosa che si può fare domani, o al primo consiglio regionale utile». Il presidente dell'Ance Liguria Roberto Principe non usa giri di parole per dire quello che servirebbe agli imprenditori edili per superare le secche della crisi economica, che nella regione sta attanagliando tutte le imprese del comparto. Di queste, lo scorso anno, già 400 hanno chiuso i battenti. Chi non ha portato i libri in tribunale, ha messo mano agli organici, spesso in maniera pesante. Nel 2009 sono state licenziate 1.415 persone, con il risultato che in Liguria si stima che circa 2.000 persone del settore in questo momento si trovino a senza lavoro. Ieri, approfittando dei venti elettorali, Ance e i sindacati del settore (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) hanno lanciato sei proposte per tenere in piedi le imprese edili liguri e tutelarne l'occupazione, dato che «per il 2010 le stime per il nostro settore prospettano un quadro ancora più grave - sottolinea Principe - Qui la nostra Alcoa l'abbiamo già avuta». Come uscirne? Studiando quello che fanno nelle altre Regioni. Come, appunto, il piano da 200 milioni per opere immediatamente cantierabili: 45 giorni per i progetti, 90 per il bando e la graduatoria. Piccole opere, perché le grandi - come il Terzo Valico - «creano una concorrenza sbagliata»: lo dice Venanzio Maurici, segretario generale territoriale della Fillea Cgil, che punta inoltre l'indice sul doloroso capitolo del massimo ribasso: «Come è già successo in Umbria, Toscana e Lazio, la Regione deve trovare dei correttivi alla legge. Per salvaguardare qualità, congruità e tempi dell'opera. Insomma, se io mi presento con la promessa di realizzare al valore di un milione un'opera che ne vale due, è chiaro che qualcosa non va. Bisogna porre un limite a questo». Perché per disperazione, ci sarà sempre qualcuno a pronto offrire meno. La palla passa quindi ai due candidati alla Regione: ieri l'appuntamento con il presidente Claudio Burlando, nei prossimi giorni l'incontro con lo sfidante del Pdl, Sandro Biasotti. Burlando si è presentato in Regione insieme agli assessori Maria Bianca Berruti (edilizia) e Carlo Ruggeri (urbanistica). «Noi siamo un ente erogatore di risorse - ha spiegato Burlando - raramente facciamo gli appalti in prima persona. Mai come quest'anno abbiamo investito in opere pubbliche: penso al nodo ferroviario, ai fondi Fas, che noi anticipiamo perché il governo non ci ha ancora dato un euro, e a quelli Fesr. Domani (oggi per chi legge ndr) approveremo una legge per anticipare gli stipendi con un fondo di garanzia, mentre nei prossimi giorni dovremo formalizzare con l'Abi un accordo per la cessione del credito alle aziende. Però faremo al più presto un incontro con le stazioni appaltanti, come comuni, provincie, porti, per fare il punto della situazione. Anche se devo dire che a volte noi facciamo le gare, le aziende si presentano ma con la documentazione incompleta. Prima che mettano tutto in regola, passano dei mesi». È il caso del consorzio Carena-Codelfa-Omba per la realizzazione della strada a mare di Cornigliano, che si è aggiudicato i lavori a novembre. Pare però che a loro volta le aziende del consorzio stiano aspettando dei documenti dalle Ferrovie. Insomma, la solita catena di San Antonio. Un incontro per capire meglio la situazione è stato promesso dall'assessore ai Lavori Pubblici Mario Margini ai rappresentanto di Ance Genova: si terrà il 28 di questo mese. Intanto, l'opposizione parte all'attacco, con Biasotti che promette, se eletto, di dedicare all'edilizia i primi giorni del suo governo, rivedendo il Piano casa, organizzando interventi per realizzare grandi e piccole opere. A. Qua.