- Lunedì 1 febbraio, negli uffici di Palazzo Reale, sarà stipulato l'atto formale di consegna dell'Acquedotto Carolino tra l'Agenzia del Demanio filiale Campania e la Soprintendenza di Caserta e Benevento. Per il raggiungimento di tale obiettivo la Soprintendenza ha attivato una serie di contatti con le Province di Caserta e Benevento e con i Comuni attraversati dal condotto, per la creazione di una struttura giuridica che gestirà l'intera opera. L'organismo avrà sede presso la Soprintendenza e coordinerà gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria occupandosi inoltre di predisporre atti e progetti per il restauro completo del tracciato storico dell'acquedotto e per il recupero e la riqualificazione del paesaggio. L'Acquedotto Carolino costituisce una grande opera di ingegneria idraulica e sicuramente una delle più importanti realizzazioni del regno di Carlo di Borbone. L'arch. Luigi Vanvitelli, incaricato del progetto, preoccupato di assicurare l'indispensabile approvvigionamento idrico per la Reggia di Caserta, le fontane che avrebbero animato le reali delizie e la nuova città che sarebbe sorta intorno alla residenza reale, effettuò lunghe e laboriose ricerche per individuare le fonti sufficienti ad assicurare un' abbondante e continua portata. Alle falde del Taburno, a mt. 254 slm, furono ritrovate ben dieci sorgenti nel territorio denominato Fizzo, appartenente al principe della Riccia, che ne fece dono al Re. Vanvitelli presentò al sovrano diverse soluzioni per la realizzazione del percorso che si presentava non facile per la natura del terreno e la lunghezza (26 miglia, corrispondenti a Km 38,480). I lavori iniziarono nel 1753 e furono completati nel 1764. Il condotto fu realizzato del tutto interrato (largo 1,20 m e alto 1,30), tranne la parte che passa sui ponti, ed è segnalato da 67 torrini ad uso sfiatatoi e per l'ispezione. Nei primi giorni del 1764 il condotto fu immesso nel monte Briano lasciando sgorgare l'acqua nello stesso punto che Vanvitelli aveva individuato 12 anni prima. L'acquedotto, completamente ultimato nel 1770 aveva comportato la spesa complessiva di 622.424 ducati. Le acque caroline oltre a soddisfare i bisogni dei giardini e degli abitanti e azionare le filande di San Leucio e i mulini posti lungo il perimetro del Parco, dissetavano anche i Sovrani. La limpidezza e la purezza delle acque era infatti salvaguardata dall'accuratezza con cui era costruita l'opera. Dalla Reggia l'acqua proseguiva poi verso San Benedetto dove, dopo aver alimentato i mulini, si immetteva nell'acquedotto seicentesco del Carmignano, raggiungendo Napoli, mentre un ulteriore ramo giungeva fino alla Reale tenuta di Carditello. Nel 1997 l'UNESCO riconoscendo il grande valore architettonico e paesaggistico del complesso, inserì nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell'Umanità il sito denominato "Il Palazzo Reale di Caserta del XVIII sec. con il Parco, l'Acquedotto del Vanvitelli e il complesso di San Leucio. Nonostante il degrado dovuto a carenza di manutenzione e a modifiche colturali delle aree adiacenti, l'opera può trovare l'attuale ragione di rivitalizzazione come infrastruttura di servizio agli abitati, ma anche come fattore di catalizzazione dei flussi turistici in visita alla Reggia, per condurli ad esplorare e conoscere le aree montuose interne ricche di monumenti e tradizioni culturali. Riconoscendo che l'opera ancora svolge la propria funzione originaria e che essa deve conservare la sua unitarietà fisica e culturale, l'Agenzia del Demanio filiale di Napoli ha deciso di consegnarla alla Soprintendenza casertana che già gestisce la Reggia e il Parco e che si è impegnata a garantirne la conservazione in accordo con le amministrazioni locali competenti. Soddisfatta per il raggiungimento dell'accordo il Soprintendente Paola Raffaella David che, ringraziando tutti i soggetti che hanno favorito la stipula dell'atto (Agenzia del Demanio, le Province di Caserta e Benevento, i Comuni interessati, la Facoltà di Ingegneria della S.U.N. e l'associazione Italia Nostra) conferma l'impegno della Soprintendenza per la tutela e valorizzazione di questa straordinaria testimonianza artistica e perché sia riaffermato e potenziato il ruolo storico culturale che essa riveste per le comunità locali.