IL GRANDE RESTAURO. Il Comune concede alla Sacaim una proroga di 12 mesi. Nel frattempo sarà definita la gestione e sarà organizzato l'evento di inaugurazione. La Fondazione Cariverona stanzia altri 2,5 milioni per recuperare i reperti romani di corte dei Bissari. La fine del cantiere è spostata al termine del 2011 Vicenza. Come tutte le prime donne, la Basilica si fa attendere. Il grande restauro avviato tre anni fa sarà prolungato di altri 12 mesi. I calendari comunali dovranno così essere ritarati. Sfuma il progetto di tagliare il nastro del monumento ritrovato in una data gravida di simbologie, quel 01.01.11 così ricco di suggestioni. L'evento che restituirà il gioiello palladiano ai vicentini slitterà alla fine del 2011, salvo ulteriori sorprese. NUOVE RISORSE. Il nuovo cronoprogramma è il frutto di un'ulteriore campagna di lavori finanziata dalla Fondazione Cariverona. Come spiega l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto, la Fondazione ha concesso al Comune un nuovo contributo di 2,5 milioni di euro, che si aggiungono ai 15 milioni già elargiti cinque anni fa. Il fondo, assegnato alla fine del 2009 a palazzo Trissino, è destinato al finanziamento di una perizia di variante al progetto originario che include nell'operazione anche i reperti archeologici rinvenuti tra la Basilica, la Domus comestabilis e la corte dei Bissari. GLI SCAVI. «Alcuni sondaggi effettuati nella corte dei Bissari - si legge nella delibera licenziata dalla giunta nei giorni scorsi - per avviare la demolizione delle strutture realizzate dal secondo dopoguerra fino agli anni Settanta del secolo scorso e per effettuare una verifica delle fondazioni della Domus Comestabilis, hanno messo in evidenza una situazione del tutto imprevista, anche da parte degli studiosi. Si è constatato, infatti, che una fascia di terreno era stata risparmiata dalla realizzazione di un ampio spazio interrato». L'indagine archeologica ha evidenziato «un grandissimo interesse sotto il profilo storico-archeologico». Sotto alcuni strati di epoca medievale, infatti, sono state riportate alla luce costruzioni di epoca romana e un cardo del reticolo viario del centro urbano della antica Vicetia. I ritrovamenti hanno costretto i progettisti a rivedere le previsioni iniziali: sotto la corte dei Bissari, infatti, devono essere alloggiati gli impianti tecnologici che regoleranno il clima e l'umidità all'interno del monumento. LA GESTIONE. L'assessore alla cultura Francesca Lazzari ha guidato nei giorni scorsi una riunione interassessorile per fare il punto sul restauro del monumento, che nei piani della giunta Variati dovrà diventare il perno della programmazione culturale e dell'attrattività turistica del capoluogo. La gestione della Basilica rinnovata sarà una delle priorità del primo semestre 2010: va strutturato l'organismo di gestione, che dovrebbe assumere le sembianze della fondazione, va studiata la nuova illuminazione del monumento e del sistema delle piazze, va definito il futuro del palazzo degli uffici in piazza Biade, vanno arredati i nuovi spazi ricavati all'interno della Basilica, dalla biglietteria ai locali di servizio. LA PROROGA. Anche questa tranche di lavori viene affidata alla ditta appaltatrice, la veneziana Sacaim, a cui la giunta concede «una proroga di 365 giorni, per cui il nuovo termine per l'ultimazione dei lavori risulta il 31 marzo 2011». In realtà, dovranno essere aggiunti altri mesi, come avverte Tosetto: serviranno per ripulire il cantiere, per collaudare l'opera, per arredare i locali. Il grande evento che dovrebbe chiudere il restauro potrebbe essere programmato nell'autunno 2011, sempre che non servano altre proroghe per imprevisti dell'ultima ora. Gian Marco Mancassola
Basilica, un anno in più per i lavori
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Vicenza ha concesso una proroga di 12 mesi alla ditta Sacaim per il restauro della Basilica Palladiana, che dovrebbe essere completato entro il 31 marzo 2011. La proroga è stata concessa per ripulire il cantiere, collaudare l'opera e arredare i locali. La Fondazione Cariverona ha assegnato un nuovo contributo di 2,5 milioni di euro per finanziare la perizia di variante al progetto originario, che include anche i reperti archeologici rinvenuti nella corte dei Bissari.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo