savona. Questa mattina approvazione della convenzione relativa al recupero dell'ex ospedale San Paolo in giunta comunale. Domani la conferenza dei servizi in sede deliberante che darà il via all'apertura dei cantieri. La ristrutturazione dell'ex ospedale, che si trova in stato di abbandono dal 1990, è finalmente in dirittura d'arrivo dopo anni conditi da polemiche, rinvii, intoppi burocratici e minacce di ricorsi al Tar. I lavori di recupero dello stabile di corso Italia, su un progetto elaborato dall'architetto Ricardo Bofill, partiranno entro aprile. Costo dell'operazione tra i 20 e i 25 milioni di euro. Le parti coinvolte nel progetto hanno quindi trovato un accordo che armonizza le esigenze di pubblico, privato e Soprintendenza dopo i vincoli imposti su alcune parti dell'immobile. Decolla il recupero dell'ex ospedale San Paolo il progetto di riqualificazione oggi in giunta e domani in conferenza dei servizi «Sono soddisfatto del risultato - dice l'assessore Livio Di Tullio - ma per scaramanzia incrocio le dita fino al via dei lavori». «Dopo aver messo a posto i giardini bunker e la piscina di corso Colombo anche il progetto dell'ex San Paolo va in porto - dice con soddisfazione l'assessore all'urbanistica Livio Di Tullio - ora ci rimane solo da risolvere il problema del Sacro Cuore. Sono soddisfatto del risultato raggiunto che porterà alla ristrutturazione del vecchio ospedale, ma per scaramanzia incrocio le dita fino alla partenza dei lavori». In base al progetto di riqualificazione dell'edificio a piano terra resteranno gli spazi destinati ad uso commerciale mentre l'accesso privato delle auto sarà da corso Italia. Per motivi logistici e di sicurezza è stata esclusa l'ipotesi di realizzare l'accesso ai garage da via Giacchero, risultata troppo stretta e da piazza Giulio II escluso per problemi di esondabilità dell'area. Ancora da definire invece la destinazione dei 2000 metri quadrati di spettanza del Comune (in commutazione del credito di 3 milioni 600 mila euro che Palazzo Sisto vantava con l'Asl) che verranno probabilmente destinati ad uffici. A carico dei privati della Società San Paolo Spa ( Bagnasco, Dellepiane, Ferrero e Barbano) sarà la risistemazione dei marciapiedi di corso Italia, via Giacchero, piazza Giulio II e corso Mazzini. Dei 500mila euro previsti come "spesa accessoria in sede di gara", 160mila andranno all'amministrazione comunale che li destinerà ad opere pubbliche in altre parti della città. Tra i punti critici posti dalla Soprintendenza nelle osservazioni al progetto presentate lo scorso agosto i busti in marmo e le statue per le quali è previsto il recupero. Lo scalone e la cappella ritenuti di rilevanza storico artistica verranno mantenuti. Tra le altre prescrizioni poste dalla Soprintendenza ci sono inoltre il monitoraggio costante degli scavi, considerato necessario per il rischio archeologico legato al vincolo dell'edificio, e di altri interventi come canalizzazioni e camini, canalizzazioni per lo smaltimento delle acque, vano ascensore in particolare quello prossimo all'antica cappella. A vent'anni esatti dalla chiusura del vecchio ospedale e dal trasferimento nella più moderna sede di Valloria il caso San Paolo sembra vicino alla chiusura dopo l'ennesimo colpo di scena di un anno e mezzo fa quando era emersa una lettera della Soprintendenza "dispersa" negli archivi dell'Asl ha messo in discussione l'intero progetto. Nnella lettera l'ente vincolava a servizi pubblici il pianterreno e il primo piano dell'edificio che nel progetto erano destinati ad uso commerciale ed uffici. Dopo una serie di incontri "diplomatici" tra Soprintendenza , Asl e Comune, con relativa minaccia di battaglie giudiziarie, l'ostacolo che sembrava compromettere e rinviare a tempo indefinito l'avvio dei lavori è stato superato ed il progetto a ripreso il suo iter che oggi sembra finalmente giunto al termine. elena romanato