In corso nuovi restauri per la celebre Fontana dei Quattro Fiumi opera del Bernini a piazza Navona. Dopo i lavori dello scorso anno effettuati sulle maestose statue che emergono dall'acqua, ora l'intervento riguarda lo stato protettivo della vasca che è fatiscente e per questo sarà smantellata e rifatta nel suo strato protettivo impermeabile. Successivamente i tecnici procederanno alla pulizia e alla stuccatura dei blocchi di travertino che ne costituiscono il bordo. Il costo dell'intera operazione si aggira intorno ai 240mila euro. La fine del recupero della fontana è prevista per il prossimo mese di marzo e con quèsta fase si completa anche la complessa operazione di restauro dell'arredo scultoreo della piazza che, ricordiamo, è costituito da tre monumentali fontane, quella centrale detto appunto dei Quattro fiumi, la Fontana del Moro, anch'essa progettata dal Bernini, posta nella zona meridionale dì Piazza Navona e deve il suo nome al gruppo scultoreo della vasca rappresentante un elio in lotta con un delfino; ed infine la Fontana del Nettuno di Roma, nota anche come Fontana dei Calderai che è posta all'estremità settentrionale di Piazza Navona. Ma torniamo ad occuparci della fontana principale. La fontana, commissionata da Innocenzo X al Bernini, nonostante lo stesso Papa l'avesse già promessa al Borromini, con l'incarico di creare un soggetto che esaltasse la Grazia divina che guverna sull'uomo e sul mondo; quest'ultirno rappresentato dai quattro continenti, l'Australia a quei tempi non era stata ancora scoperta. Bernini, principe degli architetti del Barocco romano, pmpose al Papa una spettacolare ruetafora della grazia divina che si riversa sui quattro continenti, Venne cosl realizzata una grande vasca ellittica da cui emefgono quattro gigantesche statue che rappresentano i quattro fiumi più lunghi della Terra il Danubio, il Nilo, il Gange ed il Rio della Plata, il tutto sormontato da un obelisco egizio rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia, alla sommità del quale ha trovato posto la colomba dello Spirito Santo. La tradizione vuole che il Bernini abbia usato la statua del Rio della Plata per denigrare e denunciare il suo antagonismo che il rivale Borromini che in quegli anni realizzava l'antistante chiesa di Sant'Agnese in Agone. Così la statua si protegge alzando un braccio .per il timore di un eventuale crollo dell'edificio che ha di fronte, Sant'Agnese appunto, oppure che la statua del Nilo si copre il volto in direzione della chiesa borrominiana per non guardare S.Agnese. In realtà entrambi gli alteggiamenti stanno a significare che allora si ignorava dove si trovasse la sorgente del fiume africano che venne scoperta solo alla fine del 1800. E sul complesso marmoreo troviamo ancora un'imprecisione geografica: oggi sappiamo che il fiume americano più lungo è il Rio delle Amazzoni e non quello della Plata.