Il soprintendente comunale La Rocca: «Episodio gravissimo, certe opere andrebbero protette» Erano nelle nicchie sotto la terrazza: i teppisti le hanno prese a sassate I vandali tornano a colpire il patrimonio artistico di Roma. Nei pressi del Pincio, per la precisione dove via del Babuino si interseca con la parte finale di via D'Annunzio, sono state danneggiate tre statue. Le sculture, contro le quali probabilmente sono stati lanciati dei sampietrini, sono il "Genio della Pace", realizzata nell'800, il "Genio delle Arti", dello stesso periodo, e l'"Igea", molto più antica, risalente probabilmente a un'epoca a cavallo fra il II e il III secolo dopo Cristo. I vandali hanno agito nella notte fra martedì e mercoledì, le statue sono posizionate all'interno di tre nicchie. Va ricordato che un episodio simile avvenne nella notte di Capodanno del 2000. Sconsolato il soprintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca, che ha spiegato: «Hanno tentato di distruggere il più possibile, in un luogo solitamente affollato di gente, per il continuo passaggio. I danni che abbiamo riscontrato sulle tre sculture sono gravissime. Certe opere andrebbero protette». Ora già si pensa al restauro, un'operazione che graverà completamente sui fondi della Soprintendenza comunale. Sempre che non si riesca ad individuare i colpevoli. Ennesimo atto vandalico nel cuore della Capitale. Le opere, che si trovano nelle nicchie sotto la terrazza, colpite ieri all'alba Tiro al bersaglio sulle statue dell'antica Roma Devastate dal lancio di sampietrini tre sculture: due dell'800 e una risalente al II secolo. Roma contro Roma. Tre splendide e preziose statue in marmo massacrate a colpi di sampietrini. Indifese nel cuore della Capitale, in quel tratto di strada che dal Pincio scende verso piazza del Popolo. E' accaduto nella notte tra martedì e mercoledì. Qualcuno si è divertito a fare il tiro a segno contro due statue del 1830 e una addirittura risalente alla Roma imperiale. Nessuno è intervenuto. Nessuno ha visto. E ora tutti si chiedono perché, come sia stato possibile e chi possa essere il responsabile. L'allarme è scattato ieri mattina quando un passante si è trovato davanti il triste scenario: sampietrini con la punta imbiancata dalla polvere del marmo e quelle statue selvaggiamente amputate. L'uomo ha subito chiamato i carabinieri che sono giunti sul posto, hanno transennato l'area, e raccolto quel che restava. Ad essere stata danneggiate sono quelle tre statue posizionate all'interno di altrettante nicchie nello slargo dove via del Babuino si interseca con la fine di via Gabriele D'Annunzio. La prima da sinistra rappresenta il Genio della Pace, è un'opera datata 1830 realizzata dallo scultore Alessandro Massimiliano Laboureur: i vandali le hanno letteralmente staccato il braccio destro, hanno rotto il piede sinistro e la parte terminale dell'ala sinistra. Al centro c'è quella più antica, Igea realizzata da un anonimo scultore nel II-III secolo dopo Cristo: le hanno amputato la mano destra, scheggiato il volto e un piede. E infine a destra c'è il Genio delle Arti, datata anche questa 1830 e scolpita dall'artista Filippo Gnaccarini: è quella ridotta peggio la mano destra rotta, spezzata la torcia che impugnava, rovinati anche i piedi. Statue indifese ma nemmeno tanto curate. Ieri nei vicini cespugli c'era di tutto: bottiglie di vetro, escrementi, spranghe, rifiuti di ogni genere, cumuli di sampietrini e le stesse sculture erano coperte da muffe e piante selvatiche. Nel primo pomeriggio sono intervenuti gli esperti del nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri per effettuare una dettagliata relazione. Più tardi è stata la dottoressa Campitelli della sovrintendenza comunale a presentare ufficialmente la denuncia contro i danneggiamenti. Difficile ora cercare di individuare i responsabili di un gesto tanto stupido quanto grave. Nonostante le tre statue si trovino in pieno centro, davanti a piazza del Popolo e sotto la rinata Casina Valadier, nessuno ha visto nulla e in quel punto, nonostante le proposte del passato anche da parte del prefetto Emilio Del Mese, non sono mai state installate telecamere di sorveglianza. I carabinieri della compagnia Roma Centro, che indagano sulla vicenda, ipotizzano che i vandali siano entrati in azione poco prima dell'alba, unico breve momento della giornata in cui quel tratto di strada non è particolarmente frequentato. Ma è ancor più difficile cercare di spiegare cosa possa aver mosso quelle mani armate di sampietrini. «Per il momento ci sentiamo di escludere l'azione su commissione altrimenti i responsabili avrebbero cercato di staccare la testa oppure altri pezzi più pregiati - dice il tenente Nino Pappalardo, comandante del nucleo operativo di Roma Centro - E soprattutto non avrebbero agito a colpi di pietra ma magari con strumenti più efficaci». Gli investigatori non sono neanche convinti che si sia trattato di un gesto di vendetta di qualche comitiva di giovani contro i recenti giri di vite in Centro e in particolar modo contro i divieti di transito notturni al Pincio: «In quel caso - dicono i carabinieri - ci sarebbero dovuti essere almeno dei messaggi, delle scritte. E invece niente. Soltanto i resti delle statue e i sampietrini utilizzati per mandarle in frantumi». Non è facile nemmeno quantificare il danno. Secondo una prima stima serviranno decine di migliaia di euro per restaurare, e in alcuni case ricostruire, le parti lesionate. I carabinieri lanciano un appello ai testimoni: «Se c'è qualcuno in grado di fornire anche un piccolo particolare su quel che è accaduto - dice il tenente Pappalardo - Contatti gli uffici di via Mentana. Ogni particolare può essere fondamentale».
ROMA; Vandali al Pincio, statue sfregiate
Ieri notte, nella notte tra martedì e mercoledì, sono state danneggiate tre statue nel cuore della Capitale, a causa di un atto vandalico. Le sculture, contro le quali sono stati lanciati sampietrini, sono il "Genio della Pace", il "Genio delle Arti" e l'"Igea", posizionate nelle nicchie sotto la terrazza del Pincio. I danni sono stati notati ieri mattina da un passante, che ha chiamato i carabinieri. Gli investigatori stanno ancora cercando di individuare i responsabili e le motivazioni di questo atto. I carabinieri ipotizzano che i vandali siano entrati in azione poco prima dell'alba, ma non hanno ancora trovato prove.
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