ABBIAMO avuto coraggio a scavare un monte di terra, ma non pensavamo di trovare questo tesoro». Rita Paris, l' archeologa della Soprintendenza responsabile dell' Appia Antica, non trattiene l' emozione nel presentare le nuove scoperte alla Villa dei Quintili sull' Appia: al centro del nuovo tour tra le meraviglie che sarà visitabile a primavera. Dopo due anni di scavo, tra il 2007 e il 2009, il risultato è sorprendente: un nuovo settore residenziale, databile alla prima fase costruttiva della villa, quindi all' epoca stessa dei fratelli Quintili (consoli nel 151 d. C. e sterminati dall' imperatore Commodo nel 182 per confiscarne la tenuta). Grazie alle risorse di trecentomila euro previste dal commissario all' area archeologica centrale, Roberto Cecchi, la Soprintendenza sta ora completando il restauro e la messa in sicurezza del nuovo percorso di visita che aprirà tra maggio e giugno, a ingresso gratuito,e che comprenderà anche la sistemazione della cosiddetta Cisterna Piranesi (così chiamata perché rappresentata dall' artista nel Settecento) con l' allestimento di una passerella panoramica da dove potrà essere ammirato lo scenario delle rovine in cui spiccano i tumuli degli Orazi e dei Curiazi. E con la Cisterna Piranesi, risollevata dal degrado di secoli di utilizzo come ricovero di greggi, aprirà anche l' ingresso dall' Appia Antica. Sarà come tornare ai tempi del Grand tour nell' Agro romano. Si potranno così scoprire raffinati ambienti di rappresentanza, rivestiti di mosaici pavimentali e di intonaci alle pareti: due sale per banchetti, perfettamente simmetriche, quella per l' inverno di forma ottagonale dotata di sistemi di riscaldamento, l' altra rotonda, per la stagione estiva, un atrio monumentale strutturato come un' esedra porticata con colonne corinzie e ioniche, e una piazza "anomala", senza colonne, ma con gradini lungo il perimetro, usata per ospitare balletti, spettacoli e forse anche giochi d' acqua. Più una serie di piccoli e grandi ambienti secondari, tra latrine per quattro persone (strategicamente confinanti con lo spogliatoio e il frigidarium del vicino complesso termale), corridoi mosaicati, stanze con intonaci blu scuro a fare da sfondo a motivi vegetali dove i pavimenti sfoggiano intarsi marmorei a forma di stella tra ardesia e giallo antico. «È una tipica residenza aristocratica - dichiara Paris - con tutti gli elementi alla moda, simboli d' eccellenza ma anche di raffinatezza e fine gusto estetico che contraddistinguevano i Quintili». Le sale da banchetto avevano un orientamento astronomico. «La sala ottagona - racconta Riccardo Frontoni, archeologo che insiemea Giuliana Galli sta lavorando allo scavo - ricorda nella pianta quella della Domus Aurea, ed era un edificio a torre alto almeno quindici metri con piano elevato di affaccio panoramico». La sala rotonda, il "triclinio estivo", rimane la più enigmatica: «Forse qui poteva esserci una sorta di "coenatio rotunda"- ipotizza Galli - ossia una sala girevole. È sicuramente un unicum perché concepita in modo simmetrico all' ottagona. Certamente doveva essere un ambiente di gran prestigio perché comunicava direttamente con l' ingresso monumentale a esedra» dice Galli. I resti lasciano aperte le possibili interpretazioni. «Se il pavimentoè rialzato, non ci sono tracce di finestre. La struttura era quindi particolare, la copertura forse era a cupola, e la luce doveva penetrare dall' alto».
Quintili, villa alla moda tutta stucchi, torri e triclinii
L' archeologa Rita Paris ha presentato le nuove scoperte alla Villa dei Quintili sull' Appia Antica. Dopo due anni di scavo, è stato trovato un nuovo settore residenziale, databile alla prima fase costruttiva della villa. Il risultato è sorprendente e include raffinati ambienti di rappresentanza, come sale da banchetto, corridoi mosaicati e stanze con intonaci blu scuro. La villa era una tipica residenza aristocratica con tutti gli elementi alla moda. Le sale da banchetto avevano un orientamento astronomico e la sala rotonda, il "triclinio estivo", rimane la più enigmatica. La struttura era particolare, con una copertura forse a cupola e la luce doveva penetrare dall' alto.
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