DOPO Ischia, Capri. La tolleranza zero contro l' abusivismo edilizioè destinataa sbarcare anche sull' isola azzurra. Tempi e luoghi saranno messi a punto nei prossimi giorni ma c' è già almeno una sentenza definitiva che prevede la demolizione di un manufatto illegale edificato all' ombra dei Faraglioni destinata ad essere eseguita fra breve. Dunque i magistrati napoletani sembrano determinati a proseguire sulla linea della fermezza che ha portato giovedì all' abbattimento della casa di settanta metri quadri in località Monte Cito a Casamicciola dove il manovale disoccupato Luigi Impagliazzo abitava con la moglie e la figlia di 5 anni. Ora sono ospitati da alcuni parenti. Dopo una notte di guerriglia, le ruspe sono riuscite a mandar giù il fabbricato. Non un "grande abuso", comunque, né tanto meno un prodotto della speculazione che ha devastato Ischia. Stesso discorso anche per la villetta demolita a Pianura. E proprio su questo tasto insiste Gennaro Savio, il promotore del comitato ischitano che siè opposto alla demolizione: «Continueremo a batterci per il diritto alla casa, contro gli abbattimenti delle prime case di necessità e a favore unicamente della demolizione della grossa speculazione edilizia e affaristica che ha distrutto coste e colline». In realtà, ha spiegato a "Repubblica" il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che coordina la sezione Ecologia dell' ufficio inquirente, si procede agli abbattimenti (previsti da sentenza definitiva) per i quali siano stati chiesti e ottenuti dai Comuni i fondi messi a disposizione dalla cassa depositie prestiti. «Noi stiamo sollecitando le amministrazionia chiedere i finanziamenti, non intendiamo usare occhi di riguardo per nessuno», sottolinea De Chiara. Ma gli ostacoli non mancano. Basti pensare al caso di Forio dove il sindaco, Franco Regine, non ha trovato alcuna ditta locale disposta ad eseguire le demolizioni. Così ha scritto al ministro della Difesa e al prefetto di Napoli per chiedere di valutare la possibilità di schierare il genio militare a supporto degli uffici. «L' amministrazione - spiega Regine- siè impegnata, qualora non dovesse ricevere risposte né dal ministero né dalla prefettura, a reperire una ditta fuori dall' isola, visto che nessuna azienda si è resa disponibile ad eseguire gli ordini di abbattimento. Da Forio - evidenzia Regine - parte una nuova politica sull' edilizia abusiva come segnale per i cittadini che volessero continuare a edificare in assenza di idonei titoli abilitativi». Tutto questo in attesa di capire cosa succederà in Parlamento, dove è allo studio la possibilità di allegare al decreto "Milleproroghe" un emendamento, firmato dai senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, che potrebbe riaprire fino al 31 dicembre 2010 i termini del condono per gli abusi commessi entro il 31 marzo 2003. La norma, così come concepita, lascerebbe l' ultima parola alle soprintendenze per le costruzioni realizzate nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e alle regioni per le zone a rischio idrogeologico. Ciò nonostante, la mappa degli abbattimenti disegnata dalla Procura generale e dalla Procura della Repubblica verrebbe certamente ridimensionata. A Roma il caso viene seguito con grande attenzione. Infatti nei prossimi giorni, forse già martedì 2 febbraio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta potrebbe incontrare il pg Vincenzo Galgano proprio per discutere di questo argomento.