-------------------------------------------------------------------------------- ANDREANA ILLIANO Bacoli. Abusi e soprusi in un'oasi naturalistica: per un posto al mare, c'è chi a Capo Miseno ha costruito una strada, con tanto di scalini, in mattoni e ferro, pronti a far da scheletro a una colata di cemento. Un varco, stretto e lungo, attraversa i sentieri, si inerpica fin sulla montagna rocciosa e scende giù in una cala, scavata nel tufo dal vento di ponente, con vista sul golfo, facile attracco per ormeggi non autorizzati. Ieri il comando di vigili urbani di Bacoli ha sequestrato il cantiere e posto i sigilli alla strada, sorta in pochi giorni, contro ogni regola edilizia in una zona sottoposta a vincoli archeologici e paesaggistici. La relazione tecnica della polizia municipale è stata spedita in Procura, perché nell'oasi naturalistica un abuso edilizio pesa più di ogni altro e non è certo condonabile, specie se sorge in un'area demaniale. «In passato abbiamo assistito a veri e propri scempi sulle due colline di Bacoli, quella di Capo Miseno e l'altra dello Scalandrone. - dice Giovanni D'Aniello del Wwf - Ora però, dopo quest'ennesimo abuso, vorremo che il promontorio tornasse a essere un'oasi naturalistica e nient'altro, dove è possibile fare escursioni e godersi il paesaggio. E sia chiaro per tutti che il condono è impraticabile nei Campi Flegrei, figurarsi in una zona sottoposta a vincoli rigidi come quelli archeologici». Abusi anche a Pozzuoli. A lago Lucrino Capitaneria di Porto e polizia hanno sequestrato centocinquanta barche attraccate a ottantadue ormeggi fuorilegge. La task force voluta dal questore di Napoli Franco Malvano in due giorni ha controllato il porto mentre la Guardia Costiera al largo ha scoperto un vero e proprio porticciolo dove i proprietari di motoscafi e gommoni pagano dai 300 ai 400 euro per ormeggiare a boe mai autorizzate. La polizia, invece, ha sequestrato ventuno imbarcazioni in legno parcheggiate senza permesso sull'arenile.