IL CINEMA INCONTRA L'ARTE «Parole dipinte», a febbraio il cofanetto con i film di Luciano Emmer Ci sono voluti due anni per concepire e produrre il bellissimo cofanetto dvd Parole dipinte. Il cinema sull'arte di Luciano Emmer (in libreria a febbraio per le edizioni della Cineteca di Bologna). Ci aveva lavorato lo stesso Emmer, poi purtroppo il regista di La ragazza in vetrina era morto prima di vedere la «nascita» del piccolo gioiello che unisce venti titoli della sua filmografia sull'argomento, realizzati tra il 1940 e il 2009. «È solo l'inizio, i film meritano un ulteriore lavoro di restauro», ha detto Gianluca Farinelli, direttore della cineteca in un incontro alla presenza della vedova Tatiana Grauding, il figlio Michele e il compositore Roman Vlad. Basti pensare allo splendore in bianco e nero di Isole nella laguna del 1948 che ci fa immergere nel paesaggio veneziano tra le sue acque basse, le barche e i mestieri ormai scomparsi, con la voce di Gino Cervi che «recita» il commento entrando in dialogo con le delicate musiche del già citato maestro. La struttura del doppio dvd con libretto a cura di Paola Scremin è suddivisa in tre grandi capitoli: «Bianco e nero d'epoca», dal primo Racconto da un affresco a Romantici a Venezia del '48; «Romantici e ribelli» comprende i ritratti della pittura di Goya, Giotto, Michelangelo e quel Leonardo da Vinci che vinse un Leone d'oro nel '52; «Ritorni e riflessioni», che va da Incontrare Picasso del 2000 ai due ultimi e inediti La paz y la guerra su Goya e Le carceri di invenzione su Piranesi datati entrambi 2009. Tra gli extra, troviamo una intervista a Roman Vlad e uno Scherzo su Giotto a cura di Enrico Ghezzi. Ma com'era nata la passione per il cinema sull'arte? «Fame», ha risposto laconica Tatiana, sua collaboratrice fin dagli inizi, assieme a Enrico Gras. «Usammo le foto perché non c'erano fondi per girare nei luoghi dove le opere erano esposte e i soggetti Luciano li scelse in base al suo gusto, alle facce, ai contorni 'grafici' dei dipinti di Giotto, molto inclini a trasformarsi in primi piani». Per Roman Vlad, Emmer possedeva «un grande fiuto»: era questo a indurlo verso scelte raffinate, come la voce di Jean Cocteau per La Leggenda di Sant'Orsola, o la tipologia di musica per accompagnare le immagini e «servire il clima poetico» affinché essa possa muovere virtualmente le immagini «fisse». È di questi giorni, infine, la notizia che la famiglia Emmer ha deciso di affidare l'intero fondo cartaceo agli archivi della Cineteca di Bologna.