Completato il restauro con un investimento di 300mila euro In sicurezza costoni e muri. Ripristinato l'antico percorso nella città di duemila anni fa La terrazza Dall'edificio religioso una vista panoramica tra Sarno e Monti Lattari Dopo 3300 [sic]euro di spesa e un complesso intervento di riqualificazione pianificato dal commissario straordinario, è terminato il restauro del tempio di Venere a Pompei. È stato anche ripristinato e posto a norma il principale percorso di uscita dall'antica Pompei. Il tempio dedicato alla dea della bellezza rappresenta, per i turisti, il passaggio tra l'emozione vissuta durante il tour archeologico e il ritorno alla realtà: attraverso il tempio, infatti, i visitatori lasciano la città antica per entrare in quella moderna. Pompei. La città millenaria ritrova il tempio dedicato alla dea della bellezza. La suggestione del Tempio di Venere ritorna ad ammaliare i turisti di tutto il mondo. Sono stati spesi trecentomila euro, dalle casse del commissariato speciale di governo, per riqualificare una delle aree meno conosciute della città sepolta, ma più interessanti e incantevoli. L'intervento di riqualificazione del tempio, pianificato dal commissario straordinario e concluso in questi giorni, ha riguardato la messa in sicurezza dell'area, il restauro delle imponenti colonne, i rifacimenti di archi crollati e la sostituzione di opere provvisorie non più idonee alla tutela dell'edificio antico. È stato, inoltre, ripristinato e posto a norma il principale percorso di uscita dall'antica Pompei, l'anello di congiunzione tra piazza del Foro e il cuore della Pompei dei nostri giorni. I turisti hanno, ora, a disposizione un viale costituito da agglomerato di lapillo e cemento, gradini in laterizio con corrimano in ferro, che consentirà un regolare e sicuro deflusso dei visitatori, evitando così i numerosi incidenti alle caviglie e alle gambe dei turisti, denunciati in passato. Lavori urgenti e improcrastinabili per la tutela del tempio e la salvaguardia dell'incolumità dei turisti. «In particolare, i lavori, resi urgenti dalla lunga assenza di manutenzione - spiega Maria Emma Pirozzi, direttore dei lavori e tecnico della soprintendenza - hanno riguardato il ripristino e l'integrazione dell'opus reticulatum e pietrame misto crollato, la ripresa dei colmi murari e la messa in sicurezza di frammenti di apparati decorativi». I lavori di restauro sono stati coordinati dai tecnici della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei con l'ausilio di imprese accreditate presso la soprintendenza. «Si tratta di un intervento molto importante che ha riqualificato in tempi brevi il percorso di uscita dall'area archeologica - spiega il commissario delegato Marcello Fiori - ma soprattutto, liberato il terrapieno da crolli e vegetazione, ora è possibile godere della vista dalla terrazza panoramica sui Monti Lattari. Con questo intervento si conferma la costante necessità di coniugare in modo scientificamente rigoroso le politiche dimessa in sicurezza e quelle di valorizzazione». Il commissario annuncia altre novità interessanti: «Sarà pronto a breve anche il secondo camminamento collegato con la passerella di immissione all'Antiquarium». Il Tempio di Venere rappresenta, per i turisti, il passaggio tra la forte emozione vissuta durante il tour archeologico e il ritorno alla realtà. È attraverso il tempio della dea della bellezza, infatti, che i visitatori lasciano la città antica per entrare in quella moderna. Belvedere sugli scavi, è il punto preferito per le foto Antonio Varone, direttore degli scavi archeologici decanta la bellezza e l'importanza storica del Tempio di Venere. «Costruito sulle propaggini occidentali della collina di Pompei, verso il mare e il fiume Sarno - spiega l'archeologo Antonio Varone - il tempio fu innalzato subito dopo l'80 avanti Cristo per onorare la dea Venere protettrice di Lucius Cornelius Sulla, assimilata alla Venere Fisica protettrice della città. Orientato in senso Nord-Sud verso il litorale, su un podio in tufo circondato da portico, abbellito da marmi, doveva essere il più sontuoso e scenograficamente splendido degli edifici religiosi cittadini. Al momento dell'eruzione il tempio era in piena fase di restauro a seguito del terremoto del 62 dopo Cristo; lo studio dei materiali, venuti fuori dai saggi stratigrafici, ha fatto comprendere agli archeologi quali trasformazioni urbanistiche nell'edilizia pubblica fossero in atto a Pompei dalla seconda metà del Il secolo avanti Cristo». Il Tempio di Venere è il luogo più fotografato dai turisti, e funge da belvedere dell'area archeologica. È al centro del Tempio di Venere, infatti, che i visitatori si fermano per ammirare il panorama che nitidamente mostra squarci della città antica affiancata a quella moderna.