Li hanno scoperti gli operai durante il restauro nella chiesetta di Sant'Ambrogio Ancora una volta i lavori in corso in città portano alla luce un piccolo, grande tesoro storico-artistico, destando l'interesse degli studiosi. Solo l'anno scorso, le operazioni di scavo per la realizzazione di un nuovo capannone industriale in zona MilanoOltre, al confine tra Segrate e Pioltello, permisero di rinvenire una necropoli tardo-romana, con ossa e manufatti, molti dei quali perfettamente conservati. In questi giorni invece è toccato a Redecesio. Dove gli operai della Ditta Capece di Cassano d'Adda, incaricata di eseguire il restauro della chiesetta di Sant'Ambrogio, hanno scoperto antichi affreschi alle pareti e, sotto l'altare, un pavimento in ciottolato. Il tutto risalente a un periodo compreso tra il Quattordicesimo e il Sedicesimo secolo Stabilire l'effettiva datazione delle vestigia toccherà ora alla Sovrintendenza per i beni culturali, mentre il Comune proseguirà negli interventi di complessiva riqualificazione del piccolo edificio sacro. Un edificio che risale, appunto, al tardo Medioevo, presumibilmente inserito tra i beni di proprietà degli Umiliati, movimento religioso sviluppatosi in Lombardia a partire dal Trecento, caratterizzato da una vita austera e operosa. 1571, perché in odore di calvinismo. Goccia che fece traboccare il vaso fu il tentativo di assassinare il cardinale Carlo Borromeo messo in atto da un membro della congrega, tal Gerolamo Donato detto il Farina. Il quale sparò contro San Carlo un colpo di archibugio che miracolosamente era andato a vuoto senza dunque ferirlo. Curiosamente, come testimoniano gli studi eseguiti da Luciano Bonapace, pubblicati nel volume intitolato Segrate attraverso la storia , nello stesso anno il cardinale, durante una visita pastorale a Segrate, sollecitò la comunità locale ad impegnarsi ad abbellire e ad ampliare la chiesetta di Sant'Ambrogio di Redecesio, per farla divenire uno dei fulcri della vita sociale praticata in quell'epoca nella frazione. L'edificio, confiscato agli Umiliati, rimase poi di proprietà della Curia milanese fino alla seconda metà dell'Ottocento. Quindi passò in mano a un gruppo di privati, che, nel 2008 alla fine lo cedettero al Comune. Quella degli affreschi e del pavimento d'epoca non è la prima scoperta d'interesse storico effettuata in Sant'Ambrogio. Ce ne sono state infatti altre e molto interessanti. Tempo fa venne rinvenuto un cunicolo interrotto che, secondo alcuni, avrebbe in passato collegato la chiesetta alla Cascina Fra Sesto (che è stata demolita negli anni Settanta) del vicino quartiere di Novegro.
Milano. Antichi affreschi tornano alla luce
Gli operai durante il restauro della chiesetta di Sant'Ambrogio hanno scoperto antichi affreschi alle pareti e un pavimento in ciottolato sotto l'altare. Il tutto risale al Quattordicesimo e Sedicesimo secolo. La Sovrintendenza per i beni culturali dovrà stabilire l'effettiva datazione. Il Comune proseguirà gli interventi di riqualificazione del piccolo edificio sacro. La chiesetta risale al tardo Medioevo e fu inserita tra i beni di proprietà degli Umiliati, un movimento religioso sviluppatosi in Lombardia a partire dal Trecento.
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